La rabbia dei presidi dopo il muro di gomma a Roma: agricoltori, autotrasportatori e pescatori incrociano le braccia con il sindacato a difesa della propria dignità.
La mobilitazione contro l’aumento del costo della vita compie un passo decisivo verso una protesta coordinata. Il Movimento Popolare Nazionale ha confermato l’adesione allo sciopero generale nazionale indetto per il prossimo 20 novembre, affiancando le proprie vertenze territoriali a quelle promosse dalla Cgil. Le manifestazioni nate in Calabria collegheranno le battaglie dei presidi produttivi con la piazza sindacale, trovando il sostegno del segretario generale Maurizio Landini e del segretario regionale calabrese Gianfranco Trotta, che hanno rilanciato le istanze degli agricoltori e degli autotrasportatori.
L’adesione allo sciopero è maturata a seguito delle tensioni registrate nella capitale con i vertici istituzionali. I promotori hanno denunciato come, il 27 ottobre scorso, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida abbiano “offeso la dignità della nostra delegazione di circa 800 lavoratori arrivata a Roma per manifestare e si sono rifiutati di parlare con noi”.
Da qui il fermo invito a lavoratori, studenti e cittadini ad aderire alla protesta, evidenziando che “ignorare le nostre richieste non cancella i problemi e non ferma il disagio di chi, ogni giorno, lavora e produce”.
L’appello ai cittadini
La collaborazione tra le strutture locali del movimento e le piazze della Cgil punta a sollevare l’attenzione sulle difficoltà che investono l’intero Paese.
Gli organizzatori sollecitano la partecipazione collettiva per chiedere interventi immediati contro i rincari energetici e delle materie prime, ribadendo che la crisi colpisce duramente le famiglie che “persino con doppio stipendio, non riescono ad arrivare nemmeno a metà mese”. La mobilitazione mira a tutelare lo Stato sociale, contrastando l’arretramento economico della nazione.
La difesa del futuro
Gli esponenti dei comparti in sciopero sottolineano l’urgenza di risposte concrete per salvaguardare il tessuto economico locale e le imprese residenti sul territorio.
La giornata del 20 novembre intende rappresentare una risposta civile alla paventata crisi del settore produttivo primario e dei trasporti, dichiarando fermamente che “l’Italia arretra e rischia di implodere per l’indifferenza di chi governa. La nostra è una battaglia per tutti, per il diritto di lavorare, produrre e vivere dignitosamente”.
cn24tv.it
foto archivio ecodellalocride

