Nuovi disagi in arrivo per gli automobilisti che percorrono la Galleria della Limina, lungo la strada di collegamento tra la Locride e la Piana di Gioia Tauro. Dopo anni di lavori e interventi, l’infrastruttura si prepara a nuove chiusure notturne, riaccendendo il dibattito sulle condizioni della viabilità e sui tempi necessari per il completamento delle opere.

A intervenire sulla vicenda è Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, che critica la situazione e punta l’attenzione sulla distanza tra gli annunci istituzionali e le difficoltà quotidiane affrontate da cittadini e imprese.

«Sembrava un capitolo finalmente chiuso, dopo anni di interminabili disagi per i cittadini. E invece siamo di nuovo punto e a capo», afferma Ranuccio, ricordando come la conclusione dei lavori fosse stata più volte presentata come un risultato raggiunto.

Il vicepresidente regionale parla di una situazione che rischia di riportare migliaia di persone in una condizione di incertezza, con ripercussioni sui collegamenti tra il versante ionico e quello tirrenico. Nel mirino anche la comunicazione del presidente Roberto Occhiuto: secondo Ranuccio, esisterebbe una distanza evidente tra la Calabria raccontata attraverso gli annunci pubblici e quella vissuta quotidianamente dai territori.

Ranuccio ricorda inoltre di aver già sollevato la questione in Consiglio regionale il 20 novembre 2025, contestando proprio l’annuncio relativo all’ultimazione degli interventi nella galleria. A distanza di quasi un anno, osserva, il territorio si trova nuovamente a fare i conti con limitazioni alla circolazione.

Le nuove chiusure e i percorsi alternativi

Le restrizioni alla circolazione sono previste per sei notti alla settimana e interesseranno due distinti periodi: dal 15 novembre al 15 dicembre 2026 e successivamente dal 15 gennaio al 15 febbraio 2027.

Durante le chiusure, i veicoli leggeri saranno deviati lungo la strada provinciale 5, mentre i mezzi pesanti dovranno utilizzare percorsi alternativi attraverso l’autostrada A2.

Una situazione che, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, comporterà ulteriori difficoltà per i lavoratori, maggiori costi per le attività economiche e collegamenti meno agevoli tra lo Jonio e il Tirreno.

Pur riconoscendo l’importanza degli interventi necessari a garantire la sicurezza dell’infrastruttura, Ranuccio chiede di fare chiarezza sui tempi e sulle opere ancora da completare.

«Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza, ma dopo anni di cantieri, risorse impiegate e promesse, quanto tempo occorre ancora per avere un collegamento pienamente funzionante?», si domanda.

Da qui la richiesta rivolta ad Anas e alla Regione Calabria di fornire indicazioni precise su ciò che resta da realizzare, sulle tempistiche effettive di conclusione dei lavori e sulle misure che saranno adottate per garantire la percorribilità della viabilità alternativa.

Il nodo del raddoppio della Jonio-Tirreno

Nel suo intervento, Ranuccio rilancia infine la necessità di avviare un confronto serio sul raddoppio della Jonio-Tirreno, considerato un intervento strategico per migliorare la sicurezza e l’accessibilità di un territorio che da anni deve fare i conti con criticità infrastrutturali.

Una questione che, secondo il vicepresidente, non può più essere affrontata attraverso annunci e soluzioni temporanee, ma richiede una visione complessiva e investimenti capaci di garantire collegamenti efficienti e duraturi.

«La Calabria non può continuare a vivere di annunci e nuove chiusure. I cittadini e le imprese meritano rispetto. E soprattutto risposte», conclude Ranuccio.

Una nuova fase di disagi che riporta dunque al centro dell’attenzione il futuro della Galleria della Limina e, più in generale, la necessità di garantire collegamenti sicuri e funzionali tra due aree fondamentali dell’economia e della mobilità calabrese

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