La giornata di oggi, martedì 3 novembre, vede l’Italia divisa tra i residui di una severa fase di maltempo e i primi segnali di un temporaneo miglioramento. Il profondo vortice ciclonico che ieri ha letteralmente flagellato il nostro Paese con piogge torrenziali, allagamenti ed estese esondazioni si sta lentamente allontanando verso il mar Jonio e la Grecia meridionale. Gli strascichi di questa violenta trottola depressionaria mantengono ancora condizioni instabili sulle estreme regioni meridionali e lungo la dorsale adriatica, dove si registrano le ultime precipitazioni, in particolare sulla Puglia, duramente provata dalle precipitazioni eccezionali delle ultime quarantotto ore.

Una densa copertura nuvolosa interessa ancora l’Abruzzo, le Marche, il Nord-Est, la Basilicata e la Sicilia, dove tuttavia i fenomeni stanno subendo una progressiva attenuazione. Si tratta di un generale miglioramento dopo precipitazioni storiche che hanno mandato letteralmente sott’acqua ampi settori del Meridione e delle coste adriatiche centrali.

Per le ore serali e notturne di oggi, il progressivo allontanamento della saccatura lascerà spazio soltanto a residue precipitazioni sparse sulla Calabria jonica e tirrenica meridionale, mentre altrove i cieli andranno temporaneamente schiarendosi. Questa pausa risulterà tuttavia effimera: l’atmosfera non concede alcuna tregua e sul Mediterraneo occidentale si sta già preparando una nuova, minacciosa offensiva perturbata. Un’altra allerta meteo è già in corso, infatti, per i prossimi giorni.

Nel corso della mattinata di domani, mercoledì 4 novembre, il quadro meteorologico sul bacino centrale del Mediterraneo subirà un drastico e repentino peggioramento a partire dai quadranti occidentali e dal basso Ionio. Un nuovo, insidioso fronte temporalesco alimentato da aria fredda polare-marittima in discesa dalla Francia comincerà a risalire verso l’Italia, strutturandosi in un vero e proprio ciclone mediterraneo che tra la serata di mercoledì e la giornata successiva scatenerà una pesante ondata di maltempo estremo.

Fin dalle prime ore del giorno si assisterà a una configurazione a tenaglia. Da un lato, il ramo ascendente della perturbazione transalpina innescherà piogge e rovesci diffusi al Nordovest, con il coinvolgimento diretto di Piemonte e Liguria. Dall’altro lato, la dinamica prefrontale attiverà un intenso richiamo di correnti umide e instabili dai quadranti meridionali verso il basso Tirreno e lo Ionio. Questo flusso caldo e fortemente saturo impatterà contro i rilievi della Sicilia e della Calabria, dando vita a violenti nubifragi e temporali auto-rigeneranti concentrati attorno allo Stretto di Messina, sui versanti orientali dell’Etna, sulle serre calabre e lungo la fascia aspromontana.

La fase più critica e pericolosa della giornata di mercoledì si consumerà nel corso della serata e della notte successiva. Il nucleo depressionario si posizionerà a ridosso delle isole maggiori, attivando una convergenza di venti violenti e carichi di energia termica prelevata da un mare ancora particolarmente caldo per la stagione. Il rischio di alluvione lampo diventerà altissimo sulla Sardegna orientale, in particolare tra le province di Olbia-Tempio e Nuoro, dove la persistenza delle correnti di scirocco e levante addosserà mastodontici sistemi temporaleschi contro le alture della Barbagia e della Gallura.

In questo quadrante sono previsti accumuli eccezionali che supereranno agevolmente i 150 mm di pioggia in poche ore, con il concreto pericolo di allagamenti, straripamento dei torrenti e frane lungo i versanti montuosi. Nello stesso intervallo orario, l’asse della perturbazione intensificherà i fenomeni al Sud: rovesci a carattere di nubifragio colpiranno senza sosta la Sicilia ionica, con particolare accanimento attorno all’area vulcanica dell’Etna, per poi risalire con inaudita violenza verso lo Stretto di Messina e l’intera dorsale della Calabria, estendendosi gradualmente anche alla Basilicata tirrenica.

Nel corso di giovedì 5 novembre, il profondo ciclone autunnale raggiungerà il culmine della propria maturazione e potenza barica, centrando il proprio minimo tra le Baleari, la Corsica e il mar di Sardegna, determinando una fase di maltempo no-stop senza precedenti dall’inizio dell’autunno. La combinazione tra l’intensa avvezione fredda in quota e il fitto cuscino gelido padano produrrà precipitazioni estese e costanti su tutto il Nordovest, trasformandosi nella prima grande nevicata della stagione sulle Alpi occidentali.

Con il passare delle ore, tra il pomeriggio e la serata di giovedì, l’asse del vortice ciclonico tenderà a traslare lentamente verso levante, allungando una compatta sferza frontale verso il versante tirrenico peninsulare. Le piogge torrenziali e i temporali lasceranno la Sardegna per abbattersi con estrema violenza su Toscana, Lazio e Campania, coinvolgendo le aree costiere e le pianure interne fino a Roma e Napoli, con forti venti di libeccio e mareggiate lungo le coste esposte.

Allo stesso tempo, il Meridione rimarrà nella morsa di correnti calde e instabili di risalita che continueranno a flagellare la Sicilia e la Calabria, rinnovando il pericolo di dissesti idrogeologici su territori già saturi d’acqua e provati dagli eventi alluvionali dei giorni precedenti. L’anomalia termica negativa, con valori persistentemente al di sotto delle medie del periodo soprattutto al Centro-Nord, unita a un contesto sinottico di blocco che impedisce il ripristino di condizioni stabili, conferma un trend autunnale estremo. Il maltempo insisterà senza sosta, costringendo a mantenere la massima allerta su gran parte del territorio nazionale per il passaggio continuo di fronti perturbati capaci di scatenare fenomeni alluvionali al Sud e fitte nevicate a bassa quota sull’arco alpino.

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