Prosegue fino all’11 ottobre il festival dedicato a Saverio Strati. Il sindaco Domenico Stranieri: «Restare non è un ripiego, è un progetto»

SANT’AGATA DEL BIANCO– Stratificazioni è entrato nel vivo. Il festival promosso dal Comune di Sant’Agata del Bianco, con il sostegno della Regione Calabria, si svolge nei luoghi e nell’opera di Saverio Strati. Le prime due giornate hanno tenuto insieme la pagina dello scrittore, il dialetto e il tema della restanza.
Giovedì 8 ottobre si è aperto con «La poesia degli ultimi». Alle letture teatrali dall’opera di Strati sono seguiti gli interventi  dell’Unione Poeti Dialettali Calabresi, con la partecipazione straordinaria di Romano Scarfone e  Francesco Romeo. «Strati cercava la parola giusta, non la parola bella – ha detto in apertura il sindaco Domenico Stranieri -. La sua impresa è stata portare il dialetto dentro la letteratura e farne uno strumento di verità. I poeti dialettali fanno il cammino opposto: restano alla fonte. Quando muore una parola dialettale non si perde un vocabolo, si perde un modo di guardare il mondo. Il dialetto non va protetto come un reperto: va parlato.»
Venerdì 9 il festival si è spostato idealmente allo Stretto con Stiamo Strette , i racconti delle donne della “CollettivA Strettese” curati da Tiziana Calabrò ed Eleonora Scrivo. «Strati da qui è partito e ha passato la vita a raccontare chi partiva», ha osservato Stranieri. «Questo festival nasce dalla domanda opposta: che cosa significa restare, e farlo a testa alta. Le autrici hanno poi dialogato con il pubblico e con il prof. “Vincenzo Stranieri”: un confronto vivo, profondo e piacevole.

È seguito lo spettacolo della Fondazione Marzano e del “Gruppo Spontaneo di Bovalino” , che tra musica e recitazione ha rievocato momenti importanti della nostra storia. «Il Gruppo Spontaneo di Bovalino porta già nel nome un’idea che a Sant’Agata ci è cara», ha detto il sindaco presentandolo. «Niente cultura calata dall’alto, ma cultura che nasce dalla vita della comunità. Spontaneo vuol dire questo: gente che si mette insieme perché sente il bisogno di raccontare, non perché qualcuno glielo chiede.»

Le autrici strettesi, che durante la giornata hanno visitato le bellezze di Sant’Agata del Bianco, sono state anche protagoniste del podcast curato dal prof. Celestino Rossi e dall’associazione Via Verdi 11. Il podcast sarà diffuso al termine delle quattro giornate.

Il programma prosegue. Sabato 10 ottobre, alle 17.30, il prof. Domenico Talia dialoga con Maria Teresa D’Agostino su «Dalla lingua di Saverio Strati all’Intelligenza Artificiale». Alle 18.30 Fabio Macagnino in concerto, in duo, e una nuova registrazione del podcast di *Celestino Rossi e Via Verdi 11.
Domenica 11 ottobre, alle 18, il festival si chiude con lo spettacolo teatrale di Manuela Cricelli «Poe. Protocollo Baltimora».
Tutti gli appuntamenti si tengono nella Sala consiliare multimediale del Comune