Di Redazione Eco della Locride

SIDERNO — Esiste un filo invisibile, eppur tenacissimo, che lega la memoria di una comunità alla sua espressione poetica più autentica. Questo filo si è riannodato ieri sera in un’atmosfera di vibrante partecipazione al Centro Polifunzionale di Siderno, gremito in ogni ordine di posti, in occasione della diciottesima edizione del Premio Letterario “Giomo Trichilo” – Città di Siderno. Un appuntamento di altissimo profilo culturale che ha segnato il felice ritorno di una manifestazione amatissima dai cittadini, restituita alla collettività dopo sette anni di assenza grazie all’inserimento nel progetto Autumn in Siderno, cofinanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del piano Calabria Attrattiva.

La serata ha preso il via con i saluti istituzionali del Primo Cittadino, Mariateresa Fragomeni, la quale ha sottolineato il valore simbolico e sociale del ripristino di un premio che appartiene all’anima stessa del territorio. Sollecitata sul palco dalle domande del conduttore e ideatore dell’evento, Antonio Tassone, la Sindaca ha tracciato un lucido ed esaustivo bilancio dei cinque anni di governo cittadino: una relazione dettagliata sulle molteplici opere di recupero strutturale e di riqualificazione urbana realizzate intercettando le risorse del PNRR, a cui si affiancano gli importanti traguardi raggiunti nei settori della sostenibilità ambientale e della promozione culturale.

A rimarcare la portata dell’impegno dell’amministrazione è intervenuta l’Assessore alla Cultura, Francesca Lopresti, che ha espresso profonda soddisfazione per la crescita e i successi collezionati dall’offerta culturale sidernese. Non è mancato, inoltre, il saluto dell’Assessore Regionale al Turismo, Giovanni Calabrese — assente giustificato in quanto impegnato a Paestum per la Borsa del Turismo Archeologico — che ha inteso tributare il proprio plauso alla valenza della manifestazione.

Un momento di sincera commozione è stato offerto dalla presenza sul palco di Mauro Trichilo, giunto direttamente da Roma: il pronipote dell’illustre poeta sidernese a cui il premio è intitolato ha espresso parole di vivo compiacimento ed elogio nei confronti della Sindaca e di tutta la macchina organizzativa.

Il cuore pulsante dell’evento è batteuto attraverso la forza espressiva del verso e il recupero dell’identità linguistica. L’incontro con il poeta dialettale Franco Blefari ha aperto un’acuta riflessione sul valore pedagogico e identitario della poesia delle radici, baluardo contro l’omologazione imperante.

Protagonista e mattatore d’eccezione della serata è stato poi Martino Ricupero, che ha letteralmente conquistato il pubblico superando se stesso in una performance straordinaria: Ricupero ha declamato non solo alcuni dei suoi componimenti più intesi, ma ha reso omaggio alla poesia dando voce ai testi anche di altri autori presenti in sala.

Particolarmente toccante è stato il contributo di Vincenzo Cordì, già vincitore di ben tre edizioni del premio, il quale ha incantato la platea con la recitazione dell’opera Ripezzatu, cogliendo l’occasione per lanciare un accorato appello a non disperdere la ricchezza del dialetto, vera custodia dell’anima locale. A seguire, la lirica introspezione di Totò Mediati (giunto da Brancaleone) ha regalato versi di rara sensibilità, culminati negli scroscianti applausi per la poesia I badanti, recitata da Martino Ricupero, capace di toccare corde umane di grande attualità. Infine, Paolo Landrelli, storico amico del Premio, ha impreziosito il programma con due poesie di profonda densità concettuale ed emotiva, accolte dal favore corale dei presenti.

Unico velo di rammarico in un contesto di festosa riuscita è stata l’assenza del Procuratore Nicola Gratteri. Nonostante la macchina della sicurezza fosse stata predisposta in ogni dettaglio, la febbre alta ha impedito al magistrato originario di Gerace di presenziare alla serata per ritirare il previsto Premio alla Carriera.

Tuttavia, dimostrando il consueto legame con la propria terra d’origine, lo stesso Gratteri si è ufficialmente impegnato a individuare una data utile prima delle festività natalizie, occasione in cui gli verrà consegnato l’ambito e meritato riconoscimento.

La serata si è conclusa in un clima di entusiastica partecipazione, suggellata da un lunghissimo e fragoroso applauso finale con cui il pubblico ha salutato gli organizzatori e i protagonisti sul palco. Il ritorno del Premio “Giomo Trichilo” dimostra come la Locride custodisca una sete inesausta di bellezza, memoria e cultura, confermandosi presidio fondamentale di riscatto e di valorizzazione del proprio patrimonio immateriale.

foto tratte dal profilo fb Mariateresa Fragomeni