E’ scattata in Calabria la protesta dei Tir contro il caro carburante proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che andrà avanti sino al 20. I camion si posizionano ai lati delle strade senza attuare veri e propri blocchi, sotto il controllo delle forze dell’ordine. I disagi alla circolazione comunque non mancano a causa del restringimento della carreggiata. Sono una quindicina i presidi individuati nella Regione tra cui la zona dell’aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro, nel cosentino nei pressi degli svincoli della A2. La protesta si aggiunge ai presidi in corso da giorni degli agricoltori.

La protesta degli autotrasportatori ha interessato oggi, per la prima volta, anche il territorio della Locride. Un presidio, infatti, è stato allestito a Grotteria Mare in prossimità dello svincolo centrale, che si innesta con la Statale 106, della superstrada “Jonio – Tirreno”, la principale e unica arteria a scorrimento veloce che dalla Locride collega i centri della Piana di Gioia Tauro e del Vibonese e con lo svincolo dell’autostrada A2 di Rosarno. Alla protesta partecipano una cinquantina di mezzi.
Pur non bloccando la strada, il presidio sta creando rallentamenti e disagi alla circolazione sia lungo l’imbocco della “Jonio – Tirreno”, sia in prossimità dell’innesto sulla Statale 106.
Anche nella Locride, da almeno 24 ore, decine di stazioni di servizio lungo la Statale 106 sono rimaste senza carburante a causa del mancato arrivo dai depositi delle autocisterne, anche in conseguenza del blocco alla raffineria di Taranto operato dagli operai Ilva e che è stato tolto stamani.
Ieri nelle pochissime stazioni di servizio ancora in grado di fornire il servizio, il costo dei carburanti, soprattutto per il diesel, sfiorava, anche al self-service, la cifra di 2,5 euro.

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