La corsa verso le prossime elezioni comunali a Siderno si preannuncia come un complesso scacchiere politico in cui la figura del professor Domenico Barranca rappresenta, oggi più che mai, l’autentico ago della bilancia. Forte di un bacino elettorale consolidato di oltre 2.000 preferenze e della rappresentanza consiliare garantita dal gruppo “La nostra missione”, l’ex candidato a sindaco è pronto a ridefinire i rapporti di forza tra gli schieramenti cittadini.
​Al momento Barranca ha scelto la strategia dell’attesa, osservando l’evoluzione degli eventi “alla finestra” per capitalizzare al meglio il proprio peso specifico. Tuttavia, la sua rete di alleanze e rivalità è già chiaramente delineata. La ferita del passato ballottaggio contro l’attuale sindaca Mariateresa Fragomeni è tuttora aperta. Barranca non ha dimenticato la scelta del movimento Siderno 2030 di non schierarsi a sostegno del centrodestra all’epoca della sfida finale. Uno smacco politico vissuto come il fattore determinante della propria sconfitta, che oggi si traduce in una forte impronta di rivalsa verso il gruppo.
​Ma se i rapporti con Siderno 2030 restano tesi, la convergenza elettorale con Domenico Sorace appare invece la via più naturale e probabile. A legare i due è un rapporto personale e politico di lungo corso, solido abbastanza da resistere alle normali oscillazioni e alle fibrillazioni delle trattative pre-elettorali.
​ Consapevole del fatto che nessuna coalizione può prescindere dal suo pacchetto di voti, il professore, medita con pragmatismo la migliore collocazione possibile. L’obiettivo è chiaro: costruire un’alternativa solida all’amministrazione uscente, facendo pesare ogni singola preferenza raccolta sul territorio.
​In una campagna elettorale che si preannuncia accesa, la mossa decisiva di Domenico Barranca potrebbe riscrivere definitivamente i destini politici di Siderno.

Antonio Tassone – ecodellalocride.it