R. e P.
LA VIOLENZA NON È PROTESTA. LA GUERRIGLIA URBANA NON È DEMOCRAZIA.
Ferma condanna delle aggressioni alle Forze dell’Ordine. La vera protesta è quella di chi lotta pacificamente per il diritto a una vita dignitosa.
Non è più accettabile assistere a manifestazioni che, dietro il pretesto del dissenso politico o sociale, si trasformano in occasioni di violenza, devastazione e guerriglia urbana contro le Forze dell’Ordine. Chi scende in piazza con l’intenzione di aggredire, lanciare oggetti, danneggiare beni pubblici e privati e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini non sta esercitando un diritto: sta abusando della libertà che la democrazia garantisce a tutti.
La libertà di manifestare non è una licenza di aggredire. Il dissenso non può diventare un alibi per la violenza.
È necessario dirlo con chiarezza, senza ambiguità e senza ipocrisie: le Forze dell’Ordine non possono essere trasformate nel bersaglio di chi cerca lo scontro per alimentare tensioni, creare disordine e conquistare visibilità politica. Dietro ogni divisa ci sono persone, famiglie e lavoratori che hanno diritto a svolgere il proprio servizio senza essere aggrediti o esposti deliberatamente al pericolo.
Chi attacca gli agenti non colpisce soltanto lo Stato, ma mette in discussione le regole fondamentali della convivenza civile. Per questo le violenze devono essere condannate senza distinguo, da qualunque parte provengano, e i responsabili devono risponderne secondo la legge.
Ma esiste un altro modo di stare in piazza. Ed è quello che stanno dimostrando i cittadini che, in diverse realtà del Mezzogiorno d’Italia, manifestano pacificamente contro il caro vita, l’aumento dei prezzi, il peso delle bollette e le difficoltà sempre più insostenibili di arrivare alla fine del mese.
Sono lavoratori, pensionati, famiglie e cittadini che non chiedono privilegi, ma diritti; non cercano lo scontro, ma risposte; non distruggono le strade, ma portano nelle piazze la rabbia e la preoccupazione di chi rischia di non riuscire più a sostenere le spese quotidiane.
Questa è la protesta che merita ascolto. Questa è la mobilitazione che pone la politica di fronte alle proprie responsabilità.
C’è una differenza enorme tra chi scende in piazza per difendere il proprio futuro e chi la trasforma in un campo di battaglia. Confondere queste due realtà significa mancare di rispetto a tutti quei cittadini che protestano con dignità, sacrificio e senso civico.
La politica non può usare due pesi e due misure. Non può invocare il rispetto dei diritti quando conviene e tacere quando la violenza rischia di compromettere la sicurezza pubblica. La condanna delle aggressioni alle Forze dell’Ordine deve essere chiara, inequivocabile e priva di calcoli ideologici. La legalità non può essere difesa a intermittenza, né può dipendere dal colore politico di chi protesta.
Allo stesso tempo, sarebbe un grave errore liquidare il malessere sociale che attraversa il Mezzogiorno. Il caro vita, la precarietà economica e le difficoltà delle famiglie sono problemi concreti che richiedono interventi urgenti, non dichiarazioni di circostanza. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare chi manifesta pacificamente e di trasformare le legittime richieste dei cittadini in risposte politiche verificabili.
Il Sud non ha bisogno di guerriglia urbana, di devastazioni o di contrapposizioni sterili. Ha bisogno di lavoro, salari adeguati, servizi efficienti, sostegno alle famiglie e politiche capaci di restituire fiducia a chi ogni giorno affronta sacrifici crescenti.
La vera forza di una protesta non si misura dal numero di vetrine distrutte, dagli agenti feriti o dal livello dello scontro, ma dalla capacità di rendere visibili le ingiustizie e ottenere risultati senza calpestare i diritti degli altri.
Chi ha ragioni da difendere non ha bisogno di nascondersi dietro la violenza. Chi crede davvero nella democrazia deve saper rispettare la legge, le persone e le istituzioni.
È tempo che tutte le forze politiche, sociali e istituzionali assumano una posizione chiara: solidarietà agli operatori delle Forze dell’Ordine vittime di aggressioni, condanna senza ambiguità di ogni forma di violenza e pieno riconoscimento del diritto dei cittadini a manifestare pacificamente.
La democrazia non si difende incendiando le piazze. Si difende garantendo la libertà, pretendendo responsabilità e affrontando con serietà i problemi reali della popolazione.
CONTRO LA VIOLENZA, PER LA LEGALITÀ.
CONTRO IL CARO VITA, PER LA DIGNITÀ DEI CITTADINI.
PER UN MEZZOGIORNO CHE ALZI LA VOCE, NON LE MANI.
GIAMPIERO AUDINO REFERENTE FUTURO NAZIONALE SIDERNO 1624

