Sabato notte, dopo che Frontex aveva avvertito le autorità italiane della presenza di un’imbarcazione con circa 200 persone a bordo al largo delle coste calabresi, “le autorità italiane hanno inviato due motovedette per intercettare la nave, ma le avverse condizioni meteorologiche le hanno costrette a rientrare in porto”. Lo ha dichiarato all’AGI una portavoce di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, in relazione al naufragio avvenuto lo scorso fine settimana e che ha portato alla morte di oltre 60 migranti. “Nelle ultime ore di sabato, un aereo di Frontex che monitorava le acque italiane nell’ambito dell’operazione Themis ha individuato un’imbarcazione fortemente sovraffollata diretta verso le coste italiane”, ha raccontato all’AGI la portavoce dell’agenzia Ue. “Come sempre in questi casi, abbiamo immediatamente informato le autorita’ italiane dell’avvistamento. La barca, che trasportava circa 200 persone, navigava da sola e non c’erano segnali di pericolo”, ha precisato Frontex. “Il nostro aereo ha continuato a monitorare l’area fino a quando non e’ dovuto rientrare alla base per mancanza di carburante”, ha aggiunto la portavoce. Successivamente “le avverse condizioni meteorologiche” hanno costretto anche le imbarcazioni italiane a rientrare in porto. “L’operazione di salvataggio e’ stata dichiarata nelle prime ore di domenica, dopo che il naufragio era stato localizzato al largo di Crotone. L’operazione di soccorso, coordinata dalle autorita’ italiane, e’ stata condotta via terra, mare e aria e supportata da una nave e un aereo di Frontex. L’operazione e’ in corso”, ha concluso la portavoce di Frontex nel resoconto delle operazioni raccontato all’AGI.

Occhiuto: “Non gettare croce su soccorritori”

“Sono testimone del fatto che ci sono tanti uomini delle istituzioni, vigili del fuoco, personale della Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Carabinieri, che in questi giorni stanno moltiplicando gli sforzi. Alcuni Carabinieri si sono gettati in acqua alle 4 del mattino e hanno tratto in salvo alcuni migranti. Non si può gettare la croce addosso a queste persone, perché stanno facendo un lavoro straordinario”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio 1. “Certo è che – ha aggiunto – gli strumenti in mare vanno potenziati. Ci è stato detto che non c’erano le condizioni per poter svolgere un’attività di salvataggio perché il mare era forza 7, e non c’erano imbarcazioni in grado di poter soccorrere questo barcone carico di migranti. Io dico che l’Europa dovrebbe essere più determinata anche nell’attività di soccorso dei migranti. È vero, bisogna evitare di farli partire, ma le persone che stanno in mare, quando si tratta di bambini, donne, gente che scappa dalla disperazione, vanno comunque tratte in salvo. Frontex ha dei protocolli, che prevedono sostanzialmente l’intervento di soccorso in mare e sarebbe utile che prevedessero pure l’utilizzo di imbarcazioni in grado di intervenire quando le condizioni del mare sono più critiche”

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