R. e P.
L’8 novembre a Marina di Gioiosa Ionica torna il confronto “Terra, vite e comunità”. Esperti, istituzioni, università, associazioni e studenti insieme per riscoprire il valore delle produzioni agricole e del patrimonio naturale del territorio.
MARINA DI GIOIOSA IONICA – Ci sono storie che una terra custodisce nei suoi paesaggi, nei suoi sapori e nel lavoro di chi, ogni giorno, ne preserva le risorse. È da questa consapevolezza che riparte il convegno “Terra, vite e comunità – Un anno dopo. Vite, api e territorio”, in programma domenica 8 novembre 2026, alle ore 10.00, a Marina di Gioiosa Ionica, nell’ambito delle manifestazioni di Per le vie di… San Martino 2026.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione MarinAmo APS e dalla Pro Loco di Marina di Gioiosa Ionica, raccoglie il testimone dell’incontro svoltosi nel 2025 e rilancia il confronto sulle potenzialità del patrimonio agricolo e ambientale della Locride. Se lo scorso anno l’attenzione era stata rivolta soprattutto alla storia della viticoltura, ai palmenti rupestri e al recupero degli antichi vitigni, questa nuova edizione amplia lo sguardo, mettendo al centro anche il ruolo delle api e il loro legame con la biodiversità.
Un tema che va oltre la dimensione agricola e produttiva: proteggere le varietà viticole locali, tutelare gli insetti impollinatori e promuovere pratiche rispettose dell’ambiente significa investire nella qualità del territorio e nelle sue prospettive future.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Rocco Femia, sindaco di Marina di Gioiosa Ionica; Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale della Calabria; Carlo Milidone, dirigente scolastico del Polo Tecnico Professionale “Dea Persefone – Zanotti Bianco”; Marisa Martella, componente dell’Associazione MarinAmo APS; e Adele Sidoti, presidente della Pro Loco di Marina di Gioiosa Ionica.
Il programma darà spazio a competenze ed esperienze provenienti da diversi ambiti. Vittorio Porpiglia, dell’associazione Calabria Wild Wine, parlerà dei vitigni rari e dell’importanza di recuperare le varietà storiche calabresi, patrimonio genetico e culturale che merita di essere conosciuto e valorizzato.
Il mondo dell’apicoltura sarà rappresentato da Liliana Cirillo, presidente del Collegio dei Periti Agrari di Reggio Calabria, apicoltrice e responsabile tecnico Aprocal, che approfondirà il rapporto tra api, ambiente e vigneti, soffermandosi sul contributo degli impollinatori alla conservazione degli equilibri naturali. Al confronto prenderà parte anche Maresa Novara, componente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari, con un contributo sulle competenze e sulle prospettive professionali del settore.
Un ruolo importante sarà riservato alla formazione e alla partecipazione delle nuove generazioni. Gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Caulonia, appartenente al Polo Tecnico Professionale “Dea Persefone – Zanotti Bianco”, presenteranno un approfondimento dal titolo “Vite, api e vino: alla scoperta dei vitigni autoctoni della Locride tra biodiversità, impollinazione e analisi del grado alcolico”. Un percorso che intreccia osservazione scientifica, conoscenza delle varietà locali e analisi delle caratteristiche del vino, dimostrando come la scuola possa trasformare le competenze acquisite in esperienze concrete a contatto con il territorio.
Le prospettive economiche e le possibilità di crescita del comparto agricolo saranno affrontate da Francesco Macrì, presidente del GAL Terre Locridee, e Giulio Pileggi, di ANPA – Liberi Agricoltori. I loro interventi contribuiranno ad approfondire il ruolo delle imprese agricole, delle politiche di sviluppo rurale e delle produzioni identitarie nella costruzione di nuove opportunità per l’economia locale.
A offrire una prospettiva scientifica e accademica sarà Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Saranno inoltre presenti rappresentanti dei Consorzi di tutela dei vini del territorio, chiamati a condividere esperienze e riflessioni sulle strategie di promozione e valorizzazione delle produzioni vitivinicole locali.
A coordinare e accompagnare il dialogo tra i relatori sarà Anna Rita Gullaci, moderatrice dell’incontro.
Tra gli aspetti più interessanti della giornata vi è la possibilità di considerare vino e miele non come prodotti separati, ma come espressioni complementari di uno stesso patrimonio ambientale e culturale. Due produzioni che raccontano il lavoro, le tradizioni e le caratteristiche della Locride e che potrebbero trovare nuove occasioni di promozione attraverso iniziative enogastronomiche, itinerari turistici e percorsi dedicati alla scoperta delle eccellenze locali.
La presenza degli studenti dell’Istituto Agrario assume, in questo contesto, un significato particolare. Coinvolgere i giovani in un confronto con professionisti, ricercatori, istituzioni e operatori del settore significa avvicinarli alle opportunità offerte dal comparto agricolo e renderli protagonisti della tutela e della valorizzazione del patrimonio territoriale.
Al termine dei lavori è prevista una degustazione di vini e mieli del territorio, occasione per conoscere direttamente alcune delle produzioni locali e apprezzarne le caratteristiche.
San Martino diventa così anche un momento di riflessione sul futuro dell’agricoltura nella Locride. Un futuro che passa dalla ricerca, dalla formazione, dalla collaborazione tra istituzioni e operatori economici, ma soprattutto dalla capacità di riconoscere nelle risorse del territorio un patrimonio da proteggere e sviluppare.
Perché la vite racconta la storia di una comunità, le api ne custodiscono gli equilibri naturali e la terra continua a offrire opportunità a chi sa conoscerla, rispettarla e valorizzarla.

