UIL SCUOLA CALABRIA –

COMUNICATO STAMPA

Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede, all’articolo 66, la riduzione di4.925 posti di docente e 2.049 posti di personale ATA a partire dall’anno scolastico 2027/2028:6.974 posti in meno, che si aggiungono ai 5.660 docenti già tagliati dal 2025/2026 e ai 2.174 ATAin meno dal 2026/2027. In tre anni il sistema scolastico perderebbe complessivamente 14.808posti, per un risparmio che a regime supera i 250 milioni di euro l’anno.La UIL Scuola nazionale, con il Segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri e ilSegretario generale della UIL Scuola Giuseppe D’Aprile, ha chiesto al Governo e al Parlamentodi cancellare questi tagli. La UIL Scuola Calabria ha calcolato quale potrebbe essere la ricadutasulla nostra regione.«La Calabria pesa oggi circa il 4,2 per cento dei posti comuni docenti a livello nazionale: 25.764su oltre 614 mila», spiega Luca Scrivano, Segretario generale della UIL Scuola Calabria.«Applicando questa proporzione, il nuovo taglio porterebbe via alle scuole calabresi circa 206posti di docente e 86 di personale ATA: quasi 300 posti già dal settembre 2027. Se sommiamo itagli degli ultimi tre anni, la Calabria rischia di perdere oltre 600 posti. Ed è una stima prudente,perché la riduzione segue il calo degli iscritti, e nelle regioni del Sud, come la nostra, il calodemografico è più marcato che altrove».Nessuna provincia sarebbe risparmiata. Secondo la stessa proporzione, i posti di docente in menosarebbero circa 73 nella provincia di Cosenza, 56 in quella di Reggio Calabria, 38 a Catanzaro, 20a Crotone e 19 a Vibo Valentia. «Dietro questi numeri ci sono classi accorpate, plessi a rischionelle aree interne, pluriclassi che si allargano e comunità che perdono un presidio dello Stato»,sottolinea Scrivano.Il nodo riguarda in modo particolare il personale ATA. «Le nostre segreterie e i nostri collaboratoriscolastici lavorano già sotto organico», ricorda il Segretario regionale. «Quest’anno, a fronte di403 posti ATA vacanti in Calabria, sono state autorizzate solo 137 immissioni in ruolo: appena unterzo. Tagliare ancora significa scaricare sul personale rimasto carichi di lavoro insostenibili, inedifici spesso distribuiti su più plessi e su territori difficili da raggiungere».Per la UIL Scuola Calabria la denatalità va letta come un’occasione, non come un risparmio.«Meno alunni dovrebbero significare classi meno numerose, più tempo pieno in una regione chene ha ancora troppo poco, più sostegno di qualità e più attenzione alla dispersione scolastica» afferma Scrivano. «È la strada che chiedono le famiglie ed è la sola che può trattenere i giovaninel Mezzogiorno. Togliere risorse alla scuola calabrese vuol dire accettare che il Sud continui asvuotarsi». La UIL Scuola Calabria chiede quindi ai parlamentari calabresi di ogni schieramento di sostenerein Parlamento la soppressione dell’articolo 66 e di impegnarsi perché le risorse vengano destinatealla stabilizzazione del personale precario, alla copertura di tutti i posti vacanti, docenti e ATA, eal rafforzamento degli organici nelle aree interne. «La scuola è l’unica istituzione presente in ognicomune della Calabria», conclude Scrivano. «Difenderla non è una battaglia di categoria: è unabattaglia per il futuro di questa terra».

IL SEGRETARIO GENERALEUIL SCUOLA CALABRIA

Luca Scrivano