{"id":87459,"date":"2019-04-12T18:09:11","date_gmt":"2019-04-12T16:09:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/?p=87459"},"modified":"2019-04-12T18:09:11","modified_gmt":"2019-04-12T16:09:11","slug":"i-relitti-di-siderno-il-mistero-delle-motozattere-mz-746-e-mz-774","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/i-relitti-di-siderno-il-mistero-delle-motozattere-mz-746-e-mz-774\/","title":{"rendered":"\u201cI relitti di Siderno: il mistero delle motozattere\u00a0MZ 746\u00a0e\u00a0MZ 774"},"content":{"rendered":"<p>Una motozattera MZ 774, da circa 76 anni, giace silenziosa nei fondali del mar Jonio, proprio davanti la zona del\u00a0 rione Sbarre di Siderno. Vi proponiamo l&#8217;articolo di <a href=\"http:\/\/www.marina.difesa.it\/documentazione\/editoria\/bollettino\/Documents\/2103\/Giugno\/05_MELECA.pdf\">\u00a0Vincenzo Meleca apparso sul Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019USMM del giugno 2013<\/a><\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0faceva parte della numerosa classe \u201cMZ\u201d, le motozattere che, concepite per uno sbarco a Malta che non avrebbe mai avuto luogo, finirono coll\u2019essere impiegate dapprima nel trasporto di materiali, in Libia ed Egitto, dai porti d\u2019arrivo dei convogli alle retrovie del fronte, poi, con la ritirata in terra africana, nell\u2019evacuazione della Tunisia, ed infine, nel luglio-agosto 1943, nell\u2019evacuazione delle truppe italo-tedesche dalla Sicilia invasa dagli Alleati: un\u2019attivit\u00e0 logorante, piena di pericoli e spesso dimenticata, che valse alle \u201cMZ\u201d il meritato soprannome di \u201cmuli del mare\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dislocamento era di 175 tonnellate, che saliva a 239 a pieno carico, la lunghezza 47 metri per 6,5 di larghezza, il pescaggio medio un metro (con un massimo di 1,40 ed un minimo di 0,95). La velocit\u00e0 massima era di undici nodi, sebbene la\u00a0<em>MZ 746<\/em>, alle prove (con dislocamento di 230 tonnellate), ne raggiunse 11,52.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La\u00a0<em>MZ 746<\/em>, un\u2019unit\u00e0 della prima serie, venne impostata nei Cantieri Ansaldo di Genova, con il numero di costruzione 1416, il 12 settembre 1941, venendo varata il 13 giugno 1942. Entrata in servizio il 19 giugno 1942, l\u2019unit\u00e0 venne impiegata in Nordafrica, adibita, tra l\u2019altro, anche a trasporto di bestiame da macello tra Tobruk e Marsa Matruh.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Successivamente, a seguito della caduta dell\u2019Africa, la\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0venne trasferita a Taranto, assegnata al locale Gruppo Motozattere ed impiegata nel trasporto di truppe e rifornimenti in Sicilia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La guerra era ormai irrimediabilmente persa per l\u2019Italia, e le motozattere, dal trasporto di uomini e materiali\u00a0<em>in<\/em>\u00a0Sicilia, dovettero ben presto passare al trasporto di uomini e materiali\u00a0<em>dalla<\/em>\u00a0Sicilia: occorreva evacuare in Calabria il maggior numero di uomini e mezzi possibile, per sottrarli alla cattura da parte delle forze angloamericane, che nonostante la resistenza italo-tedesca continuavano ad avanzare nell\u2019isola. Le motozattere ebbero un ruolo di primissimo piano in questa imponente operazione: nonostante il dominio alleato dei cieli, che caus\u00f2 la perdita di ben 13 motozattere, fu possibile sottrarre alla cattura alleata 62.000 militari italiani, 40.000 tedeschi, 9800 automezzi, 140 pezzi d\u2019artiglieria, una cinquantina di mezzi corazzati e 18.000 tonnellate di materiali. Le motozattere italiane, su cui ricadde gran parte di questo sforzo, per due settimane fecero la spola dapprima tra Mortella e Bagnara Calabra, poi tra San Francesco e Catona, con pi\u00f9 viaggi giornalieri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 13 agosto 1943 la\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0si trovava a Taranto, quando il suo comandante, il secondo nocchiere Mario Nava, ricevette l\u2019ordine di partire per Crotone e da l\u00ec raggiungere Messina, insieme alla pi\u00f9 grande\u00a0<em>MZ 774<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le due motozattere lasciarono cos\u00ec Taranto il 14 agosto, ed alle 16.30 dello stesso giorno arrivarono a Crotone, dove sostarono sino alle 6.30 dell\u2019indomani. Entrambe le unit\u00e0, poi, ripartirono, navigando insieme in direzione di Messina, ma dopo otto ore di navigazione vennero assalite, al traverso di Siderno Marina, da una ventina di velivoli Alleati (anche se il comandante Nava asser\u00ec invece nella sua relazione che gli aerei attaccanti recassero distintivi italiani). La\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>MZ 774<\/em>\u00a0aprirono il fuoco con il proprio armamento contraereo, ma, nonostante il loro intenso tiro, vennero ambedue mitragliate e colpite, mentre bombe e spezzoni caduti in mare vicini ai loro scafi (\u201cnear misses\u201d) provocavano ulteriori danni. La\u00a0<em>MZ 746<\/em>, incendiata e con diversi locali allagati, venne portata dall\u2019equipaggio, che non aveva avuto n\u00e9 vittime n\u00e9 feriti, ad arenarsi di prua sulla spiaggia davanti a Siderno Marina, vicino alla stazione ferroviaria del paese, per evitare che affondasse. Analoga sorte sub\u00ec la\u00a0<em>MZ 774<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019equipaggio della\u00a0<em>MZ 746<\/em>, cos\u00ec come gli uomini della\u00a0<em>MZ 774<\/em>\u00a0che non erano rimasti feriti, and\u00f2 temporaneamente ad aggregarsi al personale del treno armato T.A. 120\/1\/S, comandato dal capitano Aldo Meleca, il pi\u00f9 altro ufficiale in grado: gli uomini delle due motozattere vennero cos\u00ec momentaneamente alloggiati nella tenuta di Meleca, a Contrada Mart\u00e0 (Siderno). Tutto l\u2019equipaggio della\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0sarebbe poi tornato a Taranto insieme al TV Giorgio Lupo, comandante del Gruppo Motozattere di Taranto, il 3 settembre 1943, appena cinque giorni prima della proclamazione dell\u2019armistizio, e non prima che l\u2019ormai ex direttore di macchina della motozattera, il sergente maggiore Paolo Passarelli, di Priolo, avesse il tempo di innamorarsi di Alessandra Meleca, la sorella del capitano Meleca. I due si sarebbero poi sposati nel 1945, subito dopo la fine delle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nei giorni che seguirono l\u2019attacco aereo e l\u2019incaglio, sia la\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0che la\u00a0<em>MZ 774<\/em>, esposte sulla spiaggia, abbandonate e non in grado di muovere, vennero nuovamente attaccate da aerei. Solo dopo tre giorni, nella generale confusione che regnava durante i combattimenti in Sicilia, il Comando Marina di Taranto e quello di Messina ricevettero (dal comando del XXXI Corpo d\u2019Armata) notizia dell\u2019accaduto, senza neanche avere la certezza che fossero la\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>MZ 774<\/em>. Supermarina, il 18 agosto, ordin\u00f2 che si cercasse di recuperare le due piccole unit\u00e0, e lo stesso giorno il comando del XXXI Corpo d\u2019Armata inizi\u00f2 a prendere provvedimenti in tale senso, inviando una squadra di tecnici, che, ispezionate le due motozattere, constat\u00f2 che i danni erano gravi, ma, se si fossero potuti usare cassoni per il galleggiamento, sarebbe stato possibile recuperarle e ripararle. Il Comando Marina di Crotone, per\u00f2, non aveva i cassoni, e cos\u00ec il CV Sesto Sestini, capo di Stato Maggiore del Dipartimento Marittimo dello Ionio e del Basso Adriatico, ordin\u00f2 che le armi e tutto ci\u00f2 che si poteva riutilizzare venisse asportato, dopo di che si sarebbe proceduto all\u2019autodistruzione, per evitare che, qualora gli Alleati fossero sbarcati in Calabria, le due motozattere venissero catturate e riparate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tra il 18 ed il 20 agosto, perci\u00f2, dopo aver rimosso la mitragliera da 20\/70 mm, le armi portatili, le munizioni, le strumentazioni per la navigazione, le carte nautiche ed i documenti presenti sulla\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0(questo era gi\u00e0 stato fatto in precedenza per la\u00a0<em>MZ 774<\/em>), materiale che fu poi diviso tra il Comando Marina di Crotone ed il Comando Gruppo MZ di Taranto (il cannone da 76\/40 mm, invece, non potendo essere asportato, venne privato dell\u2019otturatore in modo da essere reso inutilizzabile), entrambe le motozattere vennero minate e fatte saltare con tre cariche esplosive da 6 kg ciascuna. L\u2019operazione fu diretta dal comandante del Gruppo Motozattere di Taranto, TV Giorgio Lupo. Gli scoppi delle cariche esplosive aprirono grosse falle negli scafi, senza per\u00f2 distruggere del tutto le due unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I relitti delle due motozattere rimasero indisturbati per alcuni mesi, poi, nel 1944, tale Giuseppina Romeo, per conto della Ditta Fratelli Sanci, una concessionaria della FIAT, chiese ed ottenne dalle autorit\u00e0 britanniche \u2013 la zona era infatti finita in mano alle truppe alleate \u2013 l\u2019autorizzazione per procedere al recupero di materiale riutilizzabile dalle due imbarcazioni. Furono cos\u00ec asportati, tra il 1944 ed il 1946, pezzi di scafo e soprattutto i motori, tre diesel da 150 HP ciascuno prodotti dalle Officine Meccaniche di Varese, che furono acquistati appunto dalla Ditta Fratelli Sanci.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A cancellare definitivamente ogni tangibile traccia dell\u2019esistenza della\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0provvide il Mar Ionio: l\u2019opera iniziata dagli aerei alleati e proseguita da guastatori militari e recuperanti civili venne portata a termine dalle violente mareggiate della costa ionica calabrese, che in breve tempo erosero i resti della\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0sino a non lasciarne niente pi\u00f9 che il ricordo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E l\u2019unione tra due giovani che la guerra aveva fatto incontrare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.marina.difesa.it\/documentazione\/editoria\/bollettino\/Documents\/2103\/Giugno\/05_MELECA.pdf\">\u201cI relitti di Siderno: il mistero delle motozattere\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0e\u00a0<em>MZ 774<\/em>\u201d,articolo di Vincenzo Meleca sul Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019USMM del giugno 2013<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.betasom.it\/forum\/index.php?showtopic=40680\">Motozattere\u00a0<em>MZ 746<\/em>\u00a0e\u00a0<em>MZ 774<\/em>, su Betasom<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ-746-anmimonza-via-bollettino-darchivio-Meleca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87460\" src=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ-746-anmimonza-via-bollettino-darchivio-Meleca-300x142.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ-746-anmimonza-via-bollettino-darchivio-Meleca-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ-746-anmimonza-via-bollettino-darchivio-Meleca.jpg 490w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ774.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-87461\" src=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ774-300x108.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ774-300x108.jpg 300w, https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MZ774.jpg 697w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una motozattera MZ 774, da circa 76 anni, giace silenziosa nei fondali del mar Jonio, proprio davanti la zona del\u00a0 rione Sbarre di Siderno. 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