{"id":118251,"date":"2020-01-30T17:08:35","date_gmt":"2020-01-30T16:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/?p=118251"},"modified":"2021-11-08T20:53:36","modified_gmt":"2021-11-08T19:53:36","slug":"locride-rc-i-giochi-di-una-volta-il-gioco-della-campana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/locride-rc-i-giochi-di-una-volta-il-gioco-della-campana\/","title":{"rendered":"Locride (RC): i giochi di una volta: (il gioco della campana)"},"content":{"rendered":"<p>&#8216;A &#8216;NGULLIGI &#8211; (l\u2019antico gioco della campana)<br \/>\nSui nostri vicoli un tempo i ragazzi tracciavano a terra le caselle del gioco della campana\u2026da noi gioiosani chiamato &lt;&lt; \u2018a \u2018ngulligi \u201d &gt;&gt;.<br \/>\nIl gioco della campana era uno dei pi\u00f9 antichi e diffusi giochi da cortile che si conoscano. Fin dai tempi dell\u2019antica Roma era conosciuto come il gioco del \u201cclaudus\u201d, ovvero dello zoppo.<br \/>\nPer farlo bastava davvero poco: un gessetto e un sassolino e si dava il via a ore di divertimento puro. Ma non solo: questo gioco saltando permetteva di sviluppare il senso di equilibrio del bambino, che doveva coordinare al meglio occhi, mani e piedi per vincere la gara contro i suoi amichetti. Per iniziare a giocare bisognava disegnare un percorso di almeno una decina di caselle rettangolari, numerate progressivamente e allineate, tranne alcune, che si disegnavano affiancate.<\/p>\n<p>L\u2019ultima casella, la base, (\u2018u campanaru) era un po\u2019 pi\u00f9 grande, a forma di cupola in quanto in quella il giocatore doveva riposarsi e riuscire a girarsi.<br \/>\nSi iniziava lanciando una pietruzza piatta, un tappo di bottiglia (vicaleju), un pezzettino di plastica, all\u2019interno del primo scomparto (si doveva per\u00f2 fare attenzione che l\u2019oggetto lanciato si fermasse all\u2019interno della casella senza toccare le righe).<br \/>\nSi iniziava poi a saltellare su un solo piede di casella in casella lungo il percorso\u2026 ovviamente nei riquadri con due caselle affiancate orizzontalmente si potevano appoggiare entrambe i piedi, ma si evitava (saltando oltre) il riquadro contrassegnato.<br \/>\nSi arrivava alla base (\u2018u camapanaru), ci si girava e si rifaceva il percorso al contrario raccogliendo il contrassegno (mantenendo sempre l\u2019equilibrio) prima di uscire dalla campana (\u2018a \u2018ngulligi).<br \/>\nSe si perdeva l\u2019equilibrio e si poggiava a terra il secondo piede, se si cadeva o se si toccava una riga con il piede, si perdeva e si era eliminati e si doveva passare il turno agli altri compagni.<br \/>\nVinceva chi per primo riusciva a toccare con il contrassegno tutte le caselle.<\/p>\n<p>pagina fb GIOIOSA JONICA (RC)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-118252\" src=\"http:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv-768x766.jpg 768w, https:\/\/www.ecodellalocride.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/xcv.jpg 957w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8216;A &#8216;NGULLIGI &#8211; (l\u2019antico gioco della campana) Sui nostri vicoli un tempo i ragazzi tracciavano a terra le caselle del gioco della campana\u2026da noi gioiosani chiamato &lt;&lt; \u2018a \u2018ngulligi \u201d &gt;&gt;. 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