Un nuovo episodio di violenza scuote il calcio dilettantistico calabrese e riapre il dibattito sulla sicurezza degli arbitri sui campi di gioco. La denuncia arriva direttamente dall’Associazione Italiana Arbitri – Sezione di Locri, il cui presidente Anselmo Scaramuzzino ha inviato una lettera alle massime autorità civili e sportive per chiedere un intervento urgente dopo l’aggressione subita da un giovane arbitro diciassettenne durante la partita di Seconda Categoria tra Francica e U.S. Girifalco, disputata il 23 novembre 2025.
Nella sua nota ufficiale, Scaramuzzino definisce l’accaduto “un episodio di violenza inaccettabile”, ricordando come si tratti del terzo caso che coinvolge arbitri della Sezione solo nell’anno in corso. “Il gesto del calciatore rappresenta non solo una violazione dei principi fondamentali dello sport, ma un attacco diretto alla dignità e alla sicurezza di chi svolge il proprio lavoro con passione”, scrive il presidente.
L’AIA chiede alle istituzioni competenti l’adozione di misure concrete per prevenire e reprimere comportamenti violenti, richiamando l’esigenza di riportare il calcio dilettantistico in un clima fondato su fair play, rispetto e sicurezza. Nella lettera sono stati coinvolti il Prefetto di Vibo Valentia, il Comando Provinciale dei Carabinieri, la LND Calabria, la Delegazione LND Vibo Valentia, il CRA Calabria e tutti i presidenti delle sezioni AIA calabresi.
“È nostro dovere proteggere gli arbitri, i calciatori e tutti i nostri tesserati FIGC e garantire che episodi di violenza non trovino spazio nel nostro sport”, ribadisce Scaramuzzino, chiedendo anche l’applicazione delle sanzioni necessarie nei confronti del calciatore responsabile e di chiunque contribuisca ad alimentare atteggiamenti aggressivi.
La lettera, firmata il 24 novembre 2025, intende richiamare l’attenzione delle istituzioni su una problematica che continua a ripetersi nei campionati minori e che rischia di compromettere l’incolumità di giovani arbitri che ogni settimana scendono in campo per garantire il regolare svolgimento delle gare.
La comunità arbitrale attende ora risposte concrete, nella speranza che questo ennesimo episodio possa rappresentare un segnale di svolta nella lotta alla violenza sportiva.
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