R. e P.
È la poetessa Tiziana Bruzzese la vincitrice della cinquantottesima edizione del “Pre mio Inedito” Rhegium Julii sezione “Gilda Trisolini” con la silloge Madre terra. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 31 agosto nella splendida cornice del Circolo Rocco Polimeni di Reggio Calabria, alla presenza di importanti personali tà del mondo della cultura, dell’editoria e delle istituzioni locali e regionali. La serata ha visto l’egregia conduzione di Ilda Tripodi, la voce recitante di Cinzia
Messina, le musiche di Mario Taverriti con Franco Donato e Orsola Toscano che ha curato un corto iniziale.
L’opera vincitrice, una silloge composta da venti brevi componimenti, ha conquistato la giuria tecnica presieduta dal Presidente Giuseppe Bova e composta da Vincenzo Filardo, Giovanna Monorchio, Natale Pace e Ilda Tripodi.
Nella motivazione ufficiale si legge: «Madre terra è una silloge densa, composta da venti brevi poesie dal ritmo cadenzato che sanno raccontare di un mistero antico, nascosto nelle case tra ricordi di infanzia e parole di lana ruvida. La personificazione della Terra si impone con potenza e si imprime
nelle immagini dell’impasto del sale, della madre sulla soglia, del grembo nero ma fecondo: la poetessa, con grazia e capacità non comuni, usa “versi scorticati” per creare un’osmosi materica in cui la terra si fa carne e si fa carne il verso, instaurando con la terra stessa un dialogo reverente che raggiunge il sacro e non teme il Vuoto».
«Ricevere questo riconoscimento è un grandissimo onore che incoraggia profondamente il mio percorso. La Giuria ha saputo interpretare e comprendere la mia voce e il senso profondo di ogni mio verso, e non sempre si viene compresi. In ogni poeta c’è il disperato tentativo di far emergere l’abisso che a tratti ci risucchia; c’è la volontà di mostrare agli altri i mondi che ci orbitano dentro e di dimostrare che la poesia, soprattutto in questa terra che è madre ma sa essere matrigna, è resistenza. È quella forza incrollabile, quella fede cieca e devota alla parola che trasforma, filtra e crea universi e bellezza. In questa raccolta ho cercato di raccontare l’amore feroce e disperato per quel “lembo di terra al confine” che è la Locride» ha di chiarato Tiziana Bruzzese a margine dell’evento. Edita dalla Fondazione Rhegium Julii, l’opera sarà disponibile a breve in libreria e ne gli store digitali.


