R. e P.
Oggi celebriamo il Battesimo di Gesù, una festa che chiude il tempo di Natale e apre il cammino della sua vita pubblica. Gesù scende nel Giordano, si mette in fila con i peccatori, entra nelle acque della nostra umanità. Non aveva bisogno di essere battezzato, ma ha voluto stare con noi, condividere fino in fondo la nostra condizione.
Nel Vangelo vediamo una scena semplice e potente: il cielo si apre, lo Spirito scende come una colomba, e la voce del Padre dice:
“Questi è il Figlio mio, l’amato”.
È una rivelazione di AMORE. Prima ancora di fare miracoli, prima di predicare, Gesù riceve una parola che fonda tutta la sua vita: sei figlio, sei amato.
Questa parola oggi è detta anche a noi. Nel nostro Battesimo, Dio ha pronunciato il nostro nome e ci ha detto la stessa cosa: sei mio FIGLIO, sei mia figlia. Il Battesimo non è un rito del passato, una tradizione sociale o un ricordo d’infanzia: è l’inizio di una vita NUOVA, è la nostra identità più vera.
Eppure oggi, lo sappiamo bene, viviamo in un tempo di CRISI della fede, di secolarizzazione.
Dio sembra spesso assente, messo ai margini, dimenticato. Molti sono battezzati, ma vivono come se Dio non ci fosse. Non per cattiveria, ma per stanchezza, distrazione, paura.
Viviamo in una società dove Dio non è negato apertamente, ma spesso ignorato. Una fede debole, privata, ridotta a sentimento. Una vita cristiana senza scelte, senza testimonianza, senza Vangelo.
La crisi della fede non nasce solo fuori dalla Chiesa, ma anche dentro: quando dimentichiamo chi siamo, quando non attingiamo più alla sorgente del nostro Battesimo, quando viviamo come se la grazia non contasse.
La festa di oggi ci chiede una cosa semplice ma decisiva: RITORNARE al nostro Battesimo. Ricordare chi siamo. Non siamo cristiani per abitudine, ma per chiamata. Non siamo soli, ma figli amati. Non siamo senza speranza, ma abitati dallo Spirito.
Chiediamo allora al Signore di rinnovare in noi la grazia del Battesimo:
di ridarci una FEDE viva,
un CUORE fiducioso,
e il CORAGGIO di testimoniare il Vangelo,
non con tante parole, ma con una vita che profuma di Dio.

