“VANGELO FESTIVO”
PENSIERI SULLA LITURGIA DOMENICALE E FESTIVA
PRIMA DOMENICA DI AVVENTO (A)
Ricomincia oggi un nuovo anno liturgico, con un invito che è come una scossa, come un risveglio improvviso: “Vegliate! Siate pronti!”. L’Avvento non è un tempo di attesa passiva, non è un contare i giorni che mancano al Natale; è, piuttosto, un tempo di risveglio, un tempo in cui Dio ci ricorda che la vita è troppo preziosa per essere vissuta addormentati nell’abitudine.
San Paolo, nella seconda lettura, è chiarissimo: “È ormai tempo di svegliarvi dal sonno”. E questo “sonno” non è quello della notte, ma quello che a volte entra nel cuore: la rassegnazione, la stanchezza, il fare tutto “come sempre”, senza luce, senza speranza, senza brivido. Il Signore invece viene — non soltanto alla fine dei tempi, non soltanto nel Natale che celebreremo — ma viene oggi, nella nostra storia concreta, nel nostro cuore che forse attende da tempo un cambiamento, una parola, un abbraccio.
Il Vangelo ci presenta l’immagine improvvisa del padrone di casa che potrebbe arrivare a sorpresa. Non per spaventarci o crearci ansia, ma per dirci una cosa molto semplice e molto vera: la vita è un dono fragile e imprevedibile, e ciò che la rende piena non è avere tutto sotto controllo, ma avere il cuore sveglio, vigilante, aperto.
Che cosa significa vigilare? Non significa vivere nervosi o spaventati, ma vivere con un cuore attento, capace di vedere ciò che spesso passa inosservato.
Vigilare significa non rimandare il bene, non vivere da spettatori, ma da protagonisti della nostra storia.
In questi giorni inizieremo a vedere luci, addobbi, preparativi. Tutto bello. Ma la Chiesa, prima di ogni luce esterna, ci chiede di accendere una luce interiore, piccola ma decisiva: la luce di un cuore che si lascia visitare da Dio. Perché il vero Avvento, quello che cambia la vita, accade quando permettiamo al Signore di entrare nelle nostre giornate.
Oggi, all’inizio di questo nuovo cammino, possiamo dire al Signore:
“Vieni Signore Gesù… e svegliaci.”
Svegliaci da ciò che ci tiene lontani dalla gioia, svegliaci da ciò che ci appesantisce il cuore, svegliaci dal sonno della superficialità.
Fa’ che viviamo ogni giorno come un dono, ogni incontro come una possibilità, ogni istante come un seme di eternità.
D. Enzo Ruggiero