“VANGELO FESTIVO”
COMMENTO AL VANGELO DOMENICALE E FESTIVO- XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (Mt. 21, 33-43)
a cura di d. Enzo Ruggiero
La Parola di Dio di questa domenica ci presenta l’immagine della VIGNA. Una vigna amata, curata, affidata alle mani dell’uomo.
Nella prima lettura il profeta Isaia ci parla di Dio come di un vignaiolo che ha fatto tutto per la sua vigna; nel Vangelo Gesù racconta di un padrone che affida la sua vigna a dei contadini, aspettandosi da loro dei frutti.
È un’immagine che parla anche della nostra VITA. Tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo ci è stato affidato: il tempo, le capacità, gli affetti, le responsabilità, le persone che incontriamo. Dio non ci chiede semplicemente di custodire questi doni, ma di farli fruttificare nel bene.
Il rischio dei vignaioli della parabola è quello di dimenticare che la vigna non appartiene a loro. Vogliono impadronirsi di ciò che hanno ricevuto. È una tentazione che può riguardare anche noi: vivere come se tutto dipendesse da noi, come se fossimo proprietari assoluti della nostra esistenza.
Oggi ricordiamo san Francesco d’Assisi: la sua vita ci mostra esattamente il contrario dell’atteggiamento dei vignaioli del Vangelo. Francesco non volle possedere nulla, perché aveva compreso che tutto è DONO.
Anche noi siamo chiamati a vivere così: non trattenendo, ma donando; non possedendo, ma servendo; non cercando soltanto noi stessi, ma lasciando che la nostra vita produca quei frutti che Dio attende.
E alla fine della nostra giornata, come alla fine della nostra vita, ciò che resterà non sarà ciò che abbiamo posseduto, ma il BENE che avremo saputo seminare e donare.

