​Con l’approssimarsi della scadenza elettorale, lo scenario politico di Siderno entra ufficialmente nella fase calda. I motori dei vari schieramenti sono già accesi, tra scacchiere strategico, geometrie variabili e il fiorire dei primi nomi per la poltrona più alta di Palazzo di Città.​In prima linea vi è la ricandidatura della sindaca uscente, Mariateresa Fragomeni. Forte del simbolo e del peso strutturale del Partito Democratico, anche dopo la batosta elettorale alle amministrative di Reggio Calabria, l’inquilina uscente punta alla rielezione facendo leva sull’azione amministrativa portata avanti nel quinquennio e sulla solidità del consenso maturato sul territorio. Una continuità che la Fragomeni punta a blindare attraverso la presentazione di più liste a suo sostegno.

​L’amministrazione ha saputo superare senza particolari contraccolpi lo scossone politico dovuto alle recenti dimissioni di Carlo Fuda, la cui posizione — è bene ribadirlo a scanso di equivoci — è rimasta totalmente estranea e non indagata rispetto alle recenti vicende della Direzione Distrettuale Antimafia.

​Ma la vera novità strategica potrebbe risiedere nei confini della coalizione. Secondo i “bene informati”, l’area Fragomeni starebbe calamitando un gradimento trasversale: si sussurra infatti di un appoggio, anche indiretto, da parte di una frangia del centrodestra cittadino e del nucleo storico di InpiediperSiderno. I rumors di palazzo indicano come possibili ponti di questo dialogo figure del calibro dell’attuale assessore al Bilancio (ed ex candidato a sindaco) Pietro Sgarlato e di Riccardo Ritorto.

​Sull’altro versante si lavora alacremente per costruire un’alternativa strutturata. È in pieno svolgimento un laboratorio politico finalizzato alla nascita di una vasta coalizione che unisce diverse anime civiche e partitiche: all’opera ci sono infatti Siderno 2030, La Nostra Missione, l’Area Moderata (che guarda alla Forza Italia del consigliere regionale Giacomo Crinò) e il movimento Il Faro. Per la leadership la rosa dei papabili in pole position è ristretta a tre nomi di peso: ​Mimmo Sorace, ​Stefano Archinà e ​Mimmo Catalano.

​La partita per la sintesi è tuttavia aperta: qualora non si dovesse giungere a un accordo unitario sul candidato sindaco, non si esclude l’ipotesi che il movimento Il Faro possa decidere di correre in solitaria con una propria bandiera. Sembra invece tramontata l’ipotesi di una discesa in campo di Mimmo Panetta, figura che molti accreditavano di un potenziale elettorale decisamente prorompente.

​A fare da potenziale ago della bilancia in questa competizione c’è il movimento civico Siderno al Centro. La formazione vanta un pacchetto di candidati di assoluto rispetto (si parla di almeno quindici profili capaci di superare ampiamente le cento preferenze ciascuno).

​Al momento il movimento vive un dibattito interno molto vivace sulla linea strategica da seguire: se da un lato vi è una corrente che spinge per un accordo politico con la sindaca Fragomeni, dall’altro prende quota l’ipotesi di dare vita a un vero e proprio “Terzo Polo”, esprimendo una figura di candidatura autonoma e identitaria individuata direttamente all’interno della propria rosa.

​La campagna elettorale è appena iniziata, ma a Siderno la diplomazia dei partiti è già al lavoro per scrivere il futuro della città.

Antonio Tassone -ecodellalocride.it