Il restyling del fronte mare divide la cittadinanza. Se da un lato il Comune ha voluto scommettere  su un look esotico, dall’altro ambientalisti e residenti rimpiangono la storica macchia mediterranea che resisteva a salsedine e vento.
​Il lungomare ha cambiato volto, ma non senza scossoni. Da tempo è terminata la piantumazione di ben 90 nuove palme, destinate, secondo le intenzioni dell’attuale amministrazione, a ridisegnare la linea dell’orizzonte marittimo e a dare un aspetto più moderno alla passeggiata principale della città.
Un intervento massiccio, costato anche parecchio, fortemente voluto dall’amministrazione comunale nell’ambito del piano di riqualificazione urbana.
​Tuttavia, l’operazione ha scatenato un acceso dibattito. A far discutere non è tanto l’arrivo delle palme, quanto la radicale rimozione dei preesistenti pitosfori, i folti arbusti che per decenni hanno caratterizzato il panorama costiero.
Lo scorso 12 maggio in occasione della conferenza stampa svoltasi presso la struttura Manhattan, dove l’Amministrazione Comunale aveva illustrato i dettagli dei lavori di messa in sicurezza del Lungomare delle Palme, provai a chiedere alla Sindaca ​perché è maturato questo deciso cambio di rotta: secondo la Prima Cittadina le 90 palme garantiranno un forte impatto visivo, slancio verticale e una prospettiva da grande meta turistica.
​Ma la scelta ha incassato anche le critiche di residenti, storici locali e associazioni ambientaliste. I pitosfori, infatti, non erano semplici piante decorative: grazie alle loro foglie cerose, i pitosfori offrivano una barriera perfetta contro la salsedine e i forti venti di mareggiata, inoltre con la loro forma a cespuglio e il verde intenso, si coniugavano armoniosamente con l’ambiente e la macchia mediterranea circostante.
In primavera, la fioritura di queste piante  regalava quel profumo caratteristico che per generazioni ha accompagnato le passeggiate serali dei cittadini.
Ma come dicevamo il ​palazzo di città ha difeso la scelta, definendola un passo necessario verso la modernizzazione.
​Al di là dell’estetica, restano aperti i dubbi sulla gestione futura. Le palme richiederanno potature periodiche e una manutenzione decisamente più onerosa rispetto ai frugali pitosfori.
​Il lungomare si presenta oggi visivamente più aperto e arioso, ma radicalmente trasformato. Solo il tempo (e le prime vere mareggiate invernali) dirà se questa “rivoluzione verde” avrà avuto ragione d’essere o se lascerà il rimpianto di quel profumo di pitosforo che, per ora, è solo un ricordo
Antonio Tassone
foto tratta da facebook