In questa campagna preelettorale si rischia di non usare tra competitori la franchezza necessaria per far capire ai cittadini quale sia la vera posta in gioco. Cercherò perciò di essere chiaro.

Taluni epigoni della vecchia sinistra sidernese si riparano dietro il paravento di un anziano protagonista di passate gestioni di potere regionale e provinciale di centrodestra, per cercare con falsi argomenti quella legittimazione popolare ad amministrare che avevano perduta.

 

C’è chi in questi ultimi anni, senza farsi un esame di coscienza, ha strumentalizzato le sciagurate vicende che hanno messo in ginocchio tutta la nostra città per caricare le relative responsabilità ai partiti di centrodestra, dimenticando le storiche trasversalità della sinistra che hanno ingenerato quella confusione di cui è rimasta vittima l’intera società sidernese.

 

Per questo giudico puerile e pericoloso il tentativo della sinistra di dare lezioni di moralità con l’obbiettivo di nascondere le contraddizioni e le debolezze del suo impianto programmatico che ripropone schemi di parata degli anni Novanta, come s’è visto nella prima presentazione pubblica a Siderno Superiore.

 

Tra l’altro, la propaganda della sinistra attesta che solamente con i presunti addentellati di Pietro Fuda nelle stanze di governo calabrese e nazionale si possa sperare in una rinascita del Comune, quasi che l’interazione tra amministrazioni pubbliche fosse una questione privata e che la vecchia influenza relazionale di Fuda fosse sopravvissuta ai cambiamenti di clima, di interesse e di generazione determinati dal nuovo corso di potere nel centrosinistra.

 

Gli argomenti della sinistra sidernese ricalcano le illusioni della lontana gestione Panetta, il quale, oggi impedito ad agire in prima persona nella competizione elettorale, col suo pacchetto di voti personali pone una ipoteca gravosa sulla candidatura di Fuda, col risultato di sminuirla a proprio vantaggio.

 

Ai cittadini la sinistra continua a parlare di una incapacità amministrativa del centrodestra. Ma i cittadini sappiano che il Comune ancora sta scontando gli errori degli anni Ottanta e Novanta, ad esempio con l’errata previsione dei costi di opere pubbliche e soprattutto con la cattiva e onerosa politica degli espropri. È infatti vero che le conseguenti rivalse giudiziarie hanno dissanguato le casse del Comune,  caricando sulle amministrazioni successive  un grave deficit che soprattutto l’ultima amministrazione di centrodestra, di cui sono stato per breve tempo vicesindaco, aveva cercato di colmare con aggiustamenti finanziari, non condotti a termine a causa dell’intervenuto commissariamento.

 

Chi pone una questione di inadeguatezza del centrodestra ad amministrare il Comune,  fa dunque una polemica stantia per distrarre dai veri problemi, tra cui il principale è quello di restituire alla città una identità culturale e una capacità economica e strutturale, senza le quali non si costruisce il futuro per le nuove generazioni.

8056newsDott. Pietro Sgarlato