Strane movimentazioni cash sul conto corrente. E’ insospettiti da questo elemento che i magistrati della Distrettuale Antimafia di Milano, che stavano indagando sugli affari della ndrangheta in Lombardia, sono arrivati al 56enne Giuseppe Strangio, colletto bianco al di fuori di ogni sospetto, direttore dell’ufficio postale di Siderno Marina da venti anni. Un fatto quest’ultimo che ha ulteriormente fatto scattare gli accertamenti degli inquirenti. Nel corso della sua lunga carriera Strangio non è mai stato oggetto di segnalazioni da parte dell’ufficio antiriciclaggio, nonostante siano stati rilevati suoi versamenti in contanti per 800 mila euro in ben 285 conti correnti. L’arresto è stato disposto dal gip Cristina Mannocci, al termine una complessa e certosina indagine durata anni, per l’ipotesi di reato di ‘impiego in attività economiche o finanziarie di denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto’. Strangio avrebbe usato 200 mila euro per acquistare una farmacia nel centro di Milano, a piazza Caiazzo. Il direttore delle poste di Siderno avrebbe riciclato denaro provento delle attività illecite dei clan della Locride.  Nell’ordinanza si legge che nella farmacia Caiazzo, comprata  da Gimmassimo Giampaolo nel 2006 per più di due milioni di euro, ci lavoravano la figlia di Strangio, laureata da poco in Farmacia, e il figlio del presunto boss Giuseppe Calabrò.”Ancora una volta, ha commentato il procuratore Ilda Boccassini, constatiamo l’interesse della criminalità per la sanità al Nord”. Quello di lavorare in settori simili sarebbe, secondo i magistrati, un modo perfetto per ripulire soldi e immagine. Durante la conferenza stampa sull’arresto gli inquirenti hanno anche posto l’attenzione sulla distribuzione di favori in ambiti essenziali nella vita delle persone. Dalle risultanze investigative sarebbero emersi, inoltre, i legami di parentela dello stesso Giuseppe Strangio. L’uomo sarebbe legato tramite la moglie con la famiglia Romeo e Calbrò. Strangio e Antonio Romeo, detto centocapelli, avrebbero infatti sposato due sorelle. Rilevante, infine, il tentativo di inserire in un ufficio postale di Mariano Comense, roccaforte della mala calabrese, un parente stretto prive di qualsiasi competenze.
Fondamentali anche i movimenti della famiglia Marando, legata alla ‘locale’ di Volpiano.
ALESSANDRA BEVILACQUA
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