Aristide Bava
SIDERNO – Il Coordinamento delle Associazioni locali ha diffuso una nota rivolta oltre che ai cittadini anche alla Triade commissariale nella quale sulla base della proposta già avanzata dal dott. Domenico Freno e di quanti stanno sostenendo con grande forza l’eventualità dell’immediata riapertura dell’ex Ospedale di Siderno,” affinché si solleciti l’ASP, la Regione Calabria ed il Commissario Straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, ad utilizzare, senza tentennamenti, la struttura. L’obiettivo principale è quello di poter fronteggiare, oggi, in caso di necessità, l’attuale carenza di posti letto ma anche di offrire servizi adeguati alla locride non appena sarà cessata l’emergenza”. Nella nota anche il rammarico per quanto sta accadendo che ha costretto le associazioni ad interrompere la painificazione delle attività che si stavano programmando per il rilancio della città ( anche in vista del periodo pasquale…). ” C’è caduto il mondo addosso – dice la nota – anche se, è doveroso dirlo , la nostra comunità ha reagito davvero bene: fin dalle primissime misure restrittive abbiamo assistito alla costante diminuzione delle persone ed al rispetto delle distanze di sicurezza imposte. Certo, incute sicuramente un po’ di “tristezza” il lungomare completamente deserto in queste bellissime giornate di inizio primavera ma è questo il momento di rispettare fermamente ogni regola, di restare a casa, di fermarci per poter ripartire più che forti che mai, con l’aiuto della nostra Madonnina di Porto Salvo! In questi giorni ci siamo chiesti cosa potessimo fare concretamente ed attivamente per aiutare la cittadinanza anche se è difficile prestare aiuti concreti , quando ogni spostamento è limitato a situazioni di reale necessità. E’ difficile,anche, contare su aiuti economici quando le attività commerciali sono state costrette ad abbassare le saracinesche e non ce la sentiamo di dare consigli su cosa sia meglio fare. Per fortuna ci stanno pensando, seppur senza clamore o pubblicità, gli organi preposti: la Protezione Civile, il personale sanitario e le Forze dell’Ordine. A loro vanno i nostri ringraziamenti, la nostra ammirazione e la nostra gratitudine, – aggiunge il documento – e lo stesso per quanti stanno continuando a lavorare per garantire beni e servizi primari. Siamo certi che anche loro preferirebbero non esporsi a rischi ma è grazie a loro che riprenderemo (perché la riprenderemo!) la nostra vita “normale”. Un grande errore sarebbe dimenticare lo slogan che ormai riempie le nostre giornate: “distanti oggi per abbracciarci più forte domani”. Perché l’abbraccio non è solo quello fisico: dovremo imparare a rispettare la nostra terra, qualunque essa sia; dovremo imparare a volerci più bene, TUTTI, senza puntare arbitrariamente più il dito, contro nessuno e per nessun motivo; dovremo imparare a fare, responsabilmente, ognuno la propria parte, perché è solo attraverso la collaborazione e la cooperazione che si possono fare grandi cose; dovremo imparare ad acquistare nei nostri negozi perché sono loro l’economia del paese; dovremo imparare che non deve arrivare una pandemia per farci apprezzare quello che abbiamo. Solo allora avremo debellato definitivamente il virus, ogni tipo di virus, e solo allora ci abbracceremo davvero”.