L’esito delle elezioni amministrative di Siderno impone alcune importanti valutazioni. Sapevamo che confrontarsi contro la “corazzata” di Fuda sarebbe stato difficile, molto difficile, ma non ci si  aspettava certo una simile batosta. Orgogliosamente però, nonostante l’ evidente azione ostruzionistica, per usare un eufemismo, interna al nostro schieramento, siamo soddisfatti di averci messo la faccia senza nasconderci agli occhi dei cittadini, impegnandoci con lealtà. Abbiamo sicuramente sbagliato in alcune scelte, in alcune valutazioni, non vi è dubbio, e di questo dobbiamo assumerci ogni responsabilità. Ma vanno analizzati alcuni fattori che hanno contribuito in misura determinante al default della coalizione di centrodestra e che non escludo, anzi sono certo, nascondano qualche ombra. Prima di tutto c’è da comprendere l’inaspettato e intollerabile fallimento della lista di “Forza Italia”. Due sono le ipotesi, o chi si è assunto la responsabilità di utilizzare il simbolo del partito, e chi per anni l’ha rappresentato fregiandosi di esserne il dominus cittadino, oggi non ha più consenso e la sua carriera politica è arrivata al capolinea, il che è alquanto probabile, oppure chi ha assunto l’iniziativa di rappresentare “Forza Italia” a Siderno lo ha fatto in mala fede, cioè nella assoluta consapevolezza che non avrebbe apportato alcun contributo alla coalizione di centrodestra che, per anni, lo ha visto candidato nelle varie competizioni elettorali con risultati positivi; tutto ciò non è da escludere e sarebbe gravissimo. In entrambi i casi queste persone hanno dimostrato, prima di tutto di fronte ai cittadini, e poi davanti al partito, la loro inadeguatezza a concorrere con il centrodestra per la rinascita di Siderno. Non è tollerabile quello che è accaduto. E’ chiaro che una profonda autocritica deve arrivare anche dall’interno della lista “Uniti per il futuro”, dove i numeri non hanno certo brillato, anzi, le aspettative sono state palesemente deluse. E’ però da alcuni dati emersi dalla compagine dei “moderati di centro destra”, gli unici confortanti, che è necessario ripartire, perché tra la moltitudine di errori commessi c’è anche chi, con lealtà, dedizione e serietà, ha lottato fino alla fine per la causa del centrodestra cittadino. Alcuni candidati hanno dovuto battersi sia contro le preferenze della “corazzata” di Fuda, il che è nella logica delle cose in una competizione politica, ma anche contro correnti interne contrarie fatte di rancori personali e colpi bassi, eppure con dignità hanno portato a casa risultati importanti. Da questi uomini e donne, che ribadisco hanno tenuto la schiena dritta anche nell’estrema difficoltà, si può e si deve ripartire. Da oggi lavoreremo per ricostruire una coalizione forte e determinata, aperta ai giovani e a tutti coloro che hanno realmente voglia di impegnarsi e valorizzare le loro idee per far tornare il centrodestra ai vertici della politica di Siderno. Il nostro sarà un lavoro quotidiano che però, ed è bene che i leader provinciali e regionali del partito lo sappiano, sarà senza più il peso delle vecchie zavorre che hanno volutamente determinato alcuni indiscutibili fallimenti; di queste persone Siderno non ha bisogno.Non capisco le dichiarazioni dell’avv. Roy Biasi che attacca l’On. Santelli, la quale ritengo, invece, abbia svolto un importante lavoro, sfociato in un adeguato successo, in queste elezioni in Calabria.Prima di esprimere impropriamente giudizi, Biasi dovrebbe guardare alla sua condotta politica fortemente discutibile in occasione delle scorse tornate elettorali. Al neo sindaco Pietro Fuda vanno gli auguri affinché governi nel miglior modo possibile la nostra città. Fuda lo sa, il difficile viene adesso, soprattutto perché Siderno ha necessità di rinascere e lui ha attirato su di sé molte aspettative che non vanno deluse. Noi saremo lì, vigili, attenti e pronti comunque a fare una onesta e civile opposizione, nell’interesse esclusivo di Siderno e dei Sidernesi.

Pietro Sgarlato

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