L’ appello è quantomeno singolare è arriva dopo anni di attesa di un’opera che potrebbe dare un ulteriore tassello alla rinascita d Siderno Superiore, proprio quando questa opera si avvia alla sua conclusione attraverso un bando di gara mediante procedura aperta per la sua realizzazione. Stiamo parlando del completamento dell’anfiteatro del borgo storico sidernese. E’ accaduto che, in questi giorni l’ ing. Raffaele Macry Corrreale, professionista impegnato anche in varie opere che si sono effettuate nel centro storico sidernese ha scritto al sindaco della città Pietro Fuda una lettera in cui dopo aver evidenziato il suo compiacimento “nel voler puntare sulla rinascita di Siderno Superiore quale investimento culturale ed economico “ esterna “amarezza e tristezza”, nel prendere atto della pubblicazione del bando di gara , appunto, per il completamento dell’ Anfiteatro di Siderno Superiore. Lo fa – precisa – “ Come cittadino attivo e presente di questa città e come cittadino come originario di Siderno Superiore “ evidenziando anche il suo impegno umano e professionale per la rinascita del borgo del quale ha sempre auspicato un recupero edilizio e urbano. E dopo averr precsato di avere piu’ volte manifestato le sue perplessità “ per un progetto del tutto estraneo alla realtà e al contesto urbano e storico di Siderno Superiore”. Aggiunge, quindi “Più volte avevo avanzato la proposta di far riconsiderare quell’impostazione progettuale, mai da alcuno esaminata e valutata alla luce di più opportuni caratteri ambientali e architettonici. Più volte avevo finanche sollevato commenti all’impropria definizione di “anfiteatro” volgarmente attribuita alla lettura di quella naturale sistemazione urbana, e riportata tale perfino sulle indicazioni turistiche stradali, a sfoggio di ignoranza linguistica e architettonica”. Quindi la sua precisa considerazione che quell’opera che si vuol mandare oggi in appalto è “una mostruosità ambientale ed urbana”. Poi si chiede nella sua missiva al sindaco “ quale volontà amministrativa o civica, provocatoriamente offensiva per quel centro storico, possa con determinazione deturpare la naturalità e la spontaneità di uno scenario urbano che da oltre quattro secoli si affaccia con grazia e imponenza verso le vallate verdi e verso il mare”. Da qui l’appello al sindaco “ di bloccare, finché si è in tempo, questo annoso iter procedurale dell’appalto e della costruzione di un’opera inopportuna a invadente, affinché non si debbano provocare risentimenti e critiche che certamente emergeranno, con ragione ma solo col senno di poi “. Ed ancora l’invito “ a porre fede in chi ama quel paesello sulla collina, perché da esso trae origine e in esso ripone affetti e speranze; perché quegli edifici e quei balconi, e quelle Chiese ridotte a ruderi dove si celebra una Messa a cielo aperto ( il riferimento è alla recente messa celebrata nella Chiesa di San Carlo Borromeo ndr), raccontano tutta la nostra storia e le nostre tradizioni “. Nella conclusione della sua nota Raffaele Macry Correale richiama finanche le parole di Leonardo Sciascia, che ha soggiornato a Siderno per un breve periodo negli anni 50 e che da osservatore ebbe a dire “Economicamente e psicologicamente Siderno è divisa in due paesi, uno di montagna e uno di mare: uno aperto intraprendente e vivace; l’altro chiuso e povero, tagliato fuori dalle vie di comunicazione. La riunione in un solo Comune di due centri che hanno problemi diversi e naturali contrasti, è cosa priva di senso comune”. Una considerazione, per la verità oggi certamente fuori luogo o che comunque giustifica la voglia dell’amministrazione comunale di coniugare l’uno e l’altro per dare piu’ spinta attrattiva al turismo locale. Anche se, senza entrare nel merito delle affermazioni di Macry Correale, che spetta agli esperti, rimane giusto valutare adeguatamente gli interventi che si vanno a fare nel borgo antico dove anche l’impatto ambientale è di grande importanza.

Aristide Bava

nella foto– L’attuale anfiteatro durante una recente manifestazione

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