Per quanto riguarda Kurdi, le operazioni di rintraccio si erano intensificate senza soluzione di continuità su tutto il territorio della Locride, con pattugliamenti serrati e controlli mirati sia nelle aree urbane che in quelle rurali. L’uomo, alto circa 1,80 metri e di corporatura atletica, era detenuto perché ritenuto il presunto scafista di uno sbarco avvenuto al porto di Roccella Ionica. Al momento dell’evasione indossava indumenti di fortuna e, secondo le informazioni raccolte, si spostava esclusivamente a piedi.
Numerose le segnalazioni di avvistamento giunte nelle ore successive alla fuga: inizialmente nella zona del Museo di Locri, nei pressi della strada statale 106, poi nelle campagne di Siderno Superiore e successivamente nell’area del centro polifunzionale di Siderno. Proprio grazie al progressivo restringimento del raggio d’azione e al costante lavoro investigativo, le forze dell’ordine sono riuscite a localizzarlo e a procedere al fermo.
Durante le ricerche era stata raccomandata alla popolazione la massima prudenza e la collaborazione attiva, invitando chiunque avesse informazioni utili a contattare il Numero Unico di Emergenza 112 o il carcere di Locri. Con la cattura di Abu Zahar Kurdi si chiude definitivamente la vicenda dell’evasione dei due detenuti dalla struttura penitenziaria di Locri.

