Ancora una grave aggressione al personale medico! Condotte inverosimili che accadono di continuo in Calabria mettendo a repentaglio la stessa vita dei medici, degli infermieri e di tutti coloro che si prodigano per salvare le vite umane. È successo ieri notte presso l’Ospedale “Giannettasio” di Corigliano-Rossano: due coniugi, in attesa di visita alla madre del marito, a seguito di una lunga attesa, hanno ben pensato di aggredire il personale sanitario che, successivamente, è stato medicato da altri colleghi. Non è il primo caso che accade in Calabria e non sarà, sicuramente l’ultimo, Gesti deprecabili da condannare decisamente, con richiesta di immediato intervento delle istituzioni, e tanta solidarietà agli aggrediti. Ma, non basta solo questo. Bisogna analizzare oggettivamente di perché accadono tali eventi. Altrimenti, si cade nella semplice e sterile retorica.

 

Vi è un sistema sanitario in Calabria che non funziona e che ha mille criticità: dalle ambulanze che non arrivano per tempo, ai pronti soccorsi che non riescono a dare risposte in tempi adeguati, ai posti letti quasi sempre al completo, alla mancanza di medicina territoriale, alla carenza di personale, alla assoluta assenza di una rete che possa, in qualche modo, migliorare i servizi. A questo si aggiunga l’improvvisazione ed ecco che la gente è esasperata. Certo, non possono che condannarsi le azioni violente, ma è anche vero che dinnanzi ad uno stato di malattia il sistema deve rispondere in modo adeguato e non lasciare i pazienti spesso nei corridoi per intere giornate! Il problema si aggraverà ulteriormente, specialmente nel periodo estivo, per l’aumento della popolazione e per le riduzioni del personale che ha diritto anche di avere le ferie.

 

Cosa fare? A parte assumere tutte quelle iniziative che sono state ignorate per anni e che hanno portato al declino della sanità calabrese oltre che all’aumento del deficit, consentendo anche ruberie ed illeciti, che dovranno, in tutti i casi, pagare i calabresi, vi è da sollecitare dei provvedimenti urgenti ed immediati che, però, devono seguire un percorso già predisposto, tracciato e condiviso, e, quindi, su un sostenibile sistema sanitario. Nel frattempo, è bene chiedere, però, la creazione di un presidio di Forze dell’Ordine presso gli Ospedali, in modo tale che i sanitari, che sono morti ed hanno rischiato la vita per il Covid, possano lavorare in santa pace e senza il timore di minacce, aggressioni, e, comunque, azioni violente che non facilitano, sicuramente, il loro già difficile compito in strutture deficitarie,obsolete ed insufficienti per personale, strutture e attrezzature.  

 

Lì, 30.04.2022.

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Il Commissario Regionale Lega 

Giacomo Francesco Saccomanno