Si è tenuta questa sera la cerimonia finale della XXI edizione del Premio Letterario “Città di Siderno” presso il Centro Polifunzionale “Enzo Leonardo”.

Il percorso tracciato dal suo fondatore, l’indimenticato Aldo De Leo, continua con rinnovato slancio.

Il Premio Letterario “Città di Siderno” – XXI Edizione sarà realizzato con il fattivo supporto del Comune di Siderno nel quadro del finanziamento ottenuto dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell), istituto autonomo del Ministero della Cultura, che ha premiato il progetto “Siderno. I Mondi Possibili della Lettura”, presentato dall’Ente dopo che Siderno è stata insignita, per il secondo triennio consecutivo, del titolo di “Città che Legge”.

Grandi meriti vanno riconosciuti al comitato organizzatore presieduto da Domenico Catalano e all’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Mariateresa Fragomeni. La manifestazione è stata condotta dal giornalista Ugo Floro.

La selezione dei finalisti offriva uno spaccato d’eccellenza della letteratura contemporanea:

Per la narrativa, l’eleganza di Fabio Andina e il realismo magico di Saverio Gangemi (entrambi Rubbettino) si sono confrontati con lo sperimentalismo di Francesco Bova (Meligrana Editore) e l’introspezione poetica di Arianna Biscotto (Fara Editore). A chiudere il cerchio, la grande epopea storica di Alessandro Rivali (Mondadori). A vincere il premio è stato Fabio Andina con “L’interno delle nuvole”. Per fuggire dal frastuono opprimente del mondo, i piccoli Giulia e Luca vengono condotti in montagna dai nonni. In questo isolamento naturale, dove il tempo è scandito dai gesti semplici della terra, lo sguardo dei bambini percepisce con acume le fratture silenziose degli adulti e i segreti celati dietro i sorrisi. Accolti dal silenzio della montagna, i protagonisti scoprono che crescere significa imparare ad abitare anche il dolore, riportando alla luce verità rimaste a lungo nascoste tra le crepe di legami familiari fragili e smarriti. L’opera offre una sapiente e delicata osservazione psicologica del mondo infantile, capace di svelare le lacerazioni degli adulti smarriti attraverso gli occhi dei piccoli protagonisti. Fabio Andina si muove tra silenzio e profondità con una scrittura scorrevole, lieve e gentile, che evita ogni banalità per affidare alla semplicità dei gesti quotidiani la narrazione di una frattura familiare intensa e mai gridata.

Per la saggistica, lo sguardo si volgeva alla storia profonda e politica del nostro Paese con le opere di Ilario Ammendolia (Città del Sole), sulla Repubblica di Caulonia, e di Pino Ippolito Armino (Laterza), sulla complessità storica del Mezzogiorno. A trionfare è stata la “Repubblica Rossa di Caulonia” di Ilario Ammendolia, un episodio cruciale e affascinante della storia politica calabrese del dopoguerra.

L’opera ricostruisce i concitati cinque giorni della rivolta scoppiata a Caulonia il 6 marzo 1945. In un clima sospeso tra il crollo del nazifascismo e la nascita di un ordine incerto, Ilario Ammendolia narra le speranze di una comunità culminate in una brutale repressione. L’evento portò nel 1947 al Processo di Locri, il più grande dibattimento politico del dopoguerra con ben 365 imputati. Il saggio indaga le ragioni di un lungo oblio istituzionale e della diffamazione postuma che ha colpito i protagonisti di questa Repubblica Rossa, ridotti ingiustamente dal pregiudizio a meri criminali comuni. Ilario Ammendolia rivendica il profondo valore politico della rivolta cauloniese, opponendosi alla sua sistematica criminalizzazione e alla successiva condanna all’oblio. L’analisi mette a nudo i meccanismi del discredito gettato sui vinti, restituendo dignità storica a una sollevazione popolare che fu ingiustamente liquidata come semplice fenomeno di malavita, nonostante la vastità delle speranze sociali coinvolte e l’impatto del grande processo locrese.

Il Premio ha istituito una Giuria dei Ragazzi, formata dagli studenti del Polo Tecnico Professionale “Marconi – Ipsia Art – Zanotti”, che hanno analizzato le opere per decretare il proprio vincitore. Durante la serata finale, le studentesse hanno curato una lettura critica del romanzo “Il pallone di stoffa” di Walter Pedullà; le ragazze hanno presentato, inoltre, un elaborato originale ispirato alle tematiche dell’opera, onorando il lascito intellettuale del compianto Presidente Onorario della Giuria del Premio.

​È una bella notizia per la cultura locale: ricevere riconoscimenti simili conferma quanto Siderno stia diventando un polo letterario di riferimento in Calabria.

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