Con grande sorpresa il lettore di questo canto si imbatte, nell’ arco dei vv.70-102,nella martellante presenza di vocaboli afferenti al sottocodice amoroso che sconfina addirittura in quello erotico. Essi si coagulano intorno ai campi semantici del “volere”(volontà, v.70; volerne,v71; voler,v75; voglia,v 80; voglie,v 81; voler e ‘nvoglia ,v 84 e volontade,v85;), del “desiderio”( asseta,v.82; disiassimo, v.73; disiri,v.74, piace,v.83; e piacer,v.102) e del ” rapporto d’amore”( si vegghi e dorma,v.100; sposo,v.101). Come si giustifica la contraddizione insita nel fatto che un linguaggio sentimentale e sensuale sia sulle labbra di un ‘anima mistica e beata come Piccarda? La spiegazione risiede nella eccezionalità della vita mistica. Coloro che l ‘hanno vissuta l’hanno spesso definita come l’esperienza di “rapporto d’amore” o di uno stato di grazia superiore, pervaso dal godimento di una gioia spirituale che permea anche il corpo. Anche il caso di Piccarda si inscrive in questa dimensione anomala ed eccezionale, riservata a poche persone speciali , in cui la volontà dell’anima mistica si fonde con la volontà di Cristo, che diviene lo sposo con cui ha contratto delle vere e proprie “nozze mistiche”. Un testo che illustra bellamente lo stretto rapporto fra Eros e Misticismo è rappresentato da una lettera scritta da Santa Caterina da Siena a Padre Raimondo da Capua, in cui ella descrive la morte di NIccolò di Tuldo ,condannato a morte nel 1375 , perchè accusato di cospirazione ai danni di Siena .La Santa narra tutte le fasi dell’assistenza spirituale , che ella presta al condannato ,il quale grazie al convincente misticismo di Caterina, si prepara a morire serenamente e a porre il suo sangue nel sangue di Cristo .

Il misticismo in questo testo è vissuto tanto intensamente che il rapporto tra Caterina e Cristo viene vissuto come legame coniugale: Gesù è chiamato lo dolce sposo ,ella arde dal desiderio .Ma anche in questa sorprendente lettera, come nel testo dantesco ,l ‘adozione di termini del codice sentimentale o addirittura, erotico (come l’odore del sangue ) viene condotto alla sfera naturale del desiderio amoroso.
Professore Vincenzo Bruzzaniti