Venerdì 24 ottobre, nella sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, si è svolta una cerimonia carica di emozione e riconoscenza: all’avvocato Armando Veneto è stato conferito il titolo di socio d’onore della Camera Penale di Torre Annunziata. Un tributo prestigioso a chi, con la sua opera professionale e umana, è riconosciuto da tutti come “principe del foro”, simbolo di una vita intera dedicata alla difesa dei diritti e alla tutela dei più deboli.

Presenti numerosi colleghi e amici, che hanno reso omaggio a una figura capace di lasciare un segno profondo nella storia dell’avvocatura italiana. Nel corso della cerimonia, più interventi hanno sottolineato gratitudine e ammirazione verso Veneto, definito “gigante” sulle cui spalle le nuove generazioni possono guardare oltre ostacoli e difficoltà della professione moderna.

“L’avvocato Veneto ha affrontato ogni battaglia con dignità, trasformando la sua carriera in lezione viva e in esempio da seguire” è stato affermato durante i saluti istituzionali. La Camera Penale di Torre Annunziata, con deliberazione unanime dell’11 luglio 2025, ha voluto iscrivere Armando Veneto nel proprio Albo d’Onore per celebrare la sua levatura morale e intellettuale, riconoscendolo come difensore fermo e irriducibile degli ideali della toga.

L’intervento ufficiale ne ha esaltato la statura professionale: “È la grande roccia che nessuna tempesta può scalfire. Più che bandiera, è essenza stessa della missione dell’avvocatura: presidio di legalità e rigore morale. La sua luce supera persino i confini della gloria personale.”

Commosso il ringraziamento del protagonista della serata: “Stare insieme a voi significa stare in famiglia. Qui si trovano forza e conforto per superare i momenti difficili della vita professionale. Vi porto tutti nel cuore.”

Guardando al futuro, Veneto ha ribadito l’importanza di restare uniti nelle battaglie quotidiane per i diritti della difesa: “Viviamo un tempo in cui gli spazi della difesa vengono compressi. Il nostro dovere è restare accanto agli ultimi, a chi si ritrova debole di fronte al potere dello Stato. Serve partecipare insieme alla vita politica forense per proteggere principi e garanzie sotto attacco.”

E con determinazione ha concluso: “Ho iniziato anni fa un percorso che non ho alcuna intenzione di interrompere. Non accetto di essere messo da parte. Continuerò a combattere.”

Un messaggio forte e limpido, degno di chi ha fatto dell’impegno civile e del coraggio professionale la propria ragione di vita.

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