Traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e amnesia) che si svolgeva attraverso i contatti all’ estero in particolare in Spagna e Olanda: a gestirlo uno dei clan storici di Napoli, la cosca dei Contini, con le famiglie Bosti e Aieta. É quanto emerge dall’indagine dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Napoli, e della Guardia di Finanza, che ha portato oggi all’esecuzione di 33 misure cautelari e al sequestro di beni per un ammontare complessivo di oltre 20 milioni di euro.Dall’inchiesta sono venuti alla luce anche contatti con esponenti della ‘ndrangheta calabrese, in particolare con una cosca di Siderno, per l’approvvigionamento di droga in Olanda. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, i comandanti del Ros e del comando provinciale di Napoli, generali Giuseppe Governale e Antonio De Vita; il comandante della Guardia di Finanza di Napoli, generale Gianluigi D’Alfonso e del Gico colonnello Giovanni Salerno.Gli inquirenti hanno evidenziato il lavoro in sinergia tra gli apparati investigativi alla quale ha partecipato l’autorità giudiziaria olandese. Beatrice ha sottolineato i notevoli successi raggiunti negli ultimi anni nella attività di contrasto al traffico di stupefacenti mettendo l’accento sulla necessità di proseguire su questa strada. Per il generale De Vita, l’inchiesta dimostra che si è costituita “una sorta di associazione temporanea di imprese” riferendosi agli accordi, anche occasionali, tra gruppi della camorra con la ‘ndrangheta nonché con cosche attive all’estero per realizzare gli obiettivi. L’organizzazione provvedeva sia all’approvvigionamento della droga, sia alla attività di smistamento in città, anche nei luoghi di ritrovo dei giovani. L’organizzazione camorristica, che gestiva il traffico e lo spaccio a Napoli, faceva capo a persone ritenute elementi di vertice del clan Contini e teneva sotto controllo gran parte del mercato, diventato fiorente, dell’amnesia: si tratta di una particolare tipologia di stupefacente capace di creare una forte dipendenza. Viene “potenziata” con gocce di metadone e altre sostanze, come l’eroina, diventando una sorta di cocktail ritenuto altamente micidiale e tossico. In molte occasioni, infatti, ha provocato gravi malori in chi la assumeva e un conseguente allarme sociale. Le piazze di spaccio venivano controllate dalle “vedette”, armate, che rispondevano agli ordini di gruppi camorristici comandati da Antonio Aieta, 53 anni, e da sottogruppi guidati da Ettore Bosti e Vincenzo Tolomelli, rispettivamente di 37 e 59 anni. I proventi confluivano in una cassa comune: il denaro veniva poi usato per comprare le droga e per pagare le cosiddette “mesate” (stipendi) ai propri affiliati e alle famiglie di coloro che sono in carcere. Scoperta anche l’apertura di un canale di fornitura delle sostanze stupefacenti che giungeva a Vasto (Chieti). L’acquisto della droga dall’Olanda passava per un imprenditore del settore floreale, Felice Barra, 45 anni, che aveva un filo diretto con Antonio Aieta, reggente pro tempore del clan Contini. Bosti, invece, gestiva il traffico internazionale, in particolare della cocaina, sull’asse Italia-Spagna-Colombia. Lo Scico e il Gico della Guardia di Finanza, con i nuclei di polizia tributaria di Napoli e Pisa, hanno sequestrato, complessivamente: società e quote societarie; l’agriturismo “Amici del Bosco” di Napoli (riconducibile a Antonio Aieta); una imbarcazione di lusso a Ettore Bosti; oltre 40 tra terreni e fabbricati; oltre 50 tra auto e moto e oltre 350 rapporti bancari e finanziari.

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