Un viaggio nella Locride tra il blu del Mediterraneo e le pietre millenarie della sua storia, tra archeologia, cultura, talk, spettacolo e grande musica. È questo il cuore di “Luce sui parchi – La storia che viene dal mare”, la manifestazione che, dopo il debutto del 24 agosto con Alessandro Siani, sta accompagnando il pubblico alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi e identitari del patrimonio archeologico della Locride.

L’iniziativa è promossa dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria e dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, guidato dall’assessore Giovanni Calabrese, nell’ambito di Calabria Straordinaria, in partnership con la Fondazione Calabria Film Commission, con il patrocinio del Ministero del Turismo e della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Un progetto che punta a mettere in dialogo la straordinaria bellezza dei luoghi con alcuni dei grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo.

E ieri sera, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Epizephiri di contrada Moschetta, a Locri, la storia millenaria di questa terra ha incontrato una delle voci più riconoscibili della musica italiana: Loredana Bertè.

Davanti a circa quattromila persone, l’artista calabrese ha regalato oltre un’ora e mezza di spettacolo, energia ed emozioni, attraversando le diverse stagioni della propria carriera e dimostrando ancora una volta la capacità di parlare a generazioni differenti.

L’apertura con “Amici non ne ho” ha immediatamente acceso l’anfiteatro. Poi l’atmosfera è cambiata con “Luna”, il brano dedicato alla sorella Mia Martini, Mimì, in uno dei passaggi più intimi e toccanti della serata.

Da quel momento è stato un crescendo. “In alto mare”, “Dedicato” e gli altri grandi successi hanno accompagnato il pubblico verso uno dei momenti più attesi: “Non sono una signora”. L’anfiteatro si è trasformato in un’unica grande platea cantante, con migliaia di persone in piedi a seguire la voce e l’energia della Bertè.

Sul palco anche Aida Cooper, che ha regalato una parentesi dalle profonde radici blues, arricchendo ulteriormente una serata costruita sull’incontro tra generi, generazioni e sensibilità musicali.

Spazio anche al ricordo e all’omaggio con “Domani è un altro giorno”, legato alla grande tradizione interpretativa di Ornella Vanoni, in un altro momento di particolare intensità.

Ma è nel finale che l’Anfiteatro Epizephiri ha offerto una delle immagini destinate probabilmente a rimanere nella memoria di questa edizione di “Luce sui parchi”.

Sono bastate le prime note di “Sei bellissima”. Nel buio della notte si sono accese migliaia di luci. I telefonini del pubblico hanno trasformato le gradinate in una grande costellazione, mentre circa quattromila voci accompagnavano una delle canzoni simbolo della carriera di Loredana Bertè.

Un’immagine suggestiva: le luci, le pietre, la musica e il cielo della Locride riuniti nello stesso istante. Il passato millenario di Locri Epizefiri e una delle pagine più conosciute della musica italiana si sono incontrati in un unico grande abbraccio collettivo.

È proprio in questa contaminazione che si ritrova il senso più profondo di “Luce sui parchi – La storia che viene dal mare”: non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un progetto che utilizza cultura e intrattenimento per riportare il pubblico all’interno dei luoghi della storia e farli vivere oltre la loro dimensione archeologica.

Il programma proseguirà fino a domenica 30 agosto, toccando altri luoghi simbolo del territorio, dalla Villa romana di Casignana all’area archeologica dell’antica Kaulon, costruendo un ponte ideale tra le civiltà che hanno attraversato queste coste e la Calabria contemporanea.

Perché nella Locride, terra affacciata sul Mediterraneo e attraversata nei secoli da popoli e culture, la storia non rimane soltanto custodita nei reperti e nelle pietre. Può tornare a vivere attraverso le parole, gli incontri, lo spettacolo e la musica.

E ieri sera, sotto le stelle dell’antica Locri, per una notte anche la storia ha cantato.

fonte e foto: telemia