Un fascicolo della Procura di Reggio porta alla ribalta un sistema criminoso che intreccia truffe milionarie, società fantasma e legami con la ’ndrangheta.

Come riporta Rocco Muscari su gazzettadelsud.it, quindici persone sono finite sott’inchiesta nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal sostituto Sara Parezzan. Al centro, un’associazione per delinquere considerata “servente” rispetto alla più ampia organizzazione mafiosa, con il compito di gestire flussi economici illeciti, anche internazionali, mascherati da false operazioni fiscali e commerciali.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero creato e gestito un coacervo di società cartiere, continuamente rinnovate per sostituire quelle ormai compromesse. Attraverso queste imprese fittizie, venivano movimentati capitali giustificati da rapporti commerciali inesistenti, con documentazione contabile e fiscale falsificata. Un vero e proprio “servizio illecito” a disposizione di imprenditori collusi, utile a riciclare denaro sporco e a compensare debiti fiscali.

Figura centrale dell’inchiesta è un imprenditore che opera in particolare a Bianco, ritenuto il dominus dell’associazione e stratega delle operazioni fraudolente.