Inizia nel ricordo di Franco Marini, scomparso pochi giorni fa, l’impegno di Luigi Sbarra alla guida della Cisl. Sbarra, 61 anni, calabrese, di Pazzano (RC), succede ad Annamaria Furlan, che ha affiancato negli ultimi due anni come segretario generale aggiunto. Le prime parole del suo discorso di presentazione sono dedicate alla “ripartenza” del Paese nel segno di relazioni industriali innovative, che però lascino alla contrattazione tutto lo spazio che le compete. Attenzione ai giovani, alle donne, ai precari, appello all’unità sindacale con Cgil e Uil.

Il momento che viviamo, ricorda il nuovo segretario, fa pensare a una guerra:  “Abbiamo toccato il picco di oltre 9 milioni di persone in cassa integrazione, e corriamo il rischio di perdere oltre un milione di posti di lavoro nel 2020. Quasi 100mila persone hanno perso la vita, il 95 per cento delle quali sopra i 60 anni , 3 milioni di contagiati. Una tragedia, che si porta via un pezzo importante della nostra memoria collettiva. Abbiamo toccato il picco di oltre 9 milioni di persone in cassa integrazione, e corriamo il rischio di perdere oltre centinaia di migliaia posti di lavoro nel 2021”.

Proprio per questo, rimane importante per Sbarra il ruolo del sindacato, che deve farsi promotore e rimanere protagonista della costruzione di “un nuovo e moderno Patto Sociale, che consenta all’Italia di approdare, finalmente, ad un modello di sviluppo che coniughi solidarietà e competitività, partecipazione e produttività”. “L’agenda di questo Accordo deve essere scritta insieme, aprendo nuovi spazi di elaborazione e di protagonismo sociale – ha aggiunto – Coinvolgendo in pieno chi, come il sindacato, vive la prossimità e conosce i problemi dei territori, delle comunità, dei lavoratori e delle famiglie”.
Sbarra ha anche molte parole di riconoscenza per Annamaria Furlan, alla quale riconosce soprattutto “il tenace lavoro di tessitura di relazioni e interlocuzioni con il sistema politico, istituzionale e imprenditoriale”, che ha consentito “il recupero di una stagione di dialogo e di confronto”. Furlan ricambia, riconoscendo al proprio successore “il senso dell’impegno, della militanza e ha la grande capacità di intuire e gestire il cambiamento. Lavorerà per i giovani, per le donne, darà dignità ai lavoratori deboli e fragili”.

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