Locri (RC): Pino Mammoliti su fibrillazioni giunta comunale

I ricordi del mio passato non hanno un contorno preciso,sono sfumati,quasi che la mia vita sia stata solo una successione di illusioni,di immagini fugaci,di episodi che non riesco a spiegarmi o, che mi spiego solo in parte.
Sono stato per molti anni oppositore della legge neanche politica del Barone Macrì, prima,e di Giovanni Calabrese,dopo,sia per merito che per metodi seguiti durante la loro gestione amministrativa.Da qualche anno sono collocato fuori dalla vita politica istituzionale locridea, per la ben nota vicenda processuale(mandamento Jonico)che mi vede imputato/condannato a tre anni per favoreggiamento alla criminalità organizzata(ai miei assistiti)ma non per questo,mi sento di non dire la mia su alcune vicende recenti che riguardano la vita politica della mia città.Le ultime settimane sono state caratterizzate dalle torture interiori inespresse da alcune personalità amministrative del Palazzo.Ho letto e riletto e riascoltato le motivazioni delle dimissioni dell’ assessore Sofia,ma francamente ho capito di non essere in grado di capire,il perché si è dimessa e,soprattutto,perché ci stava all’ interno della maggioranza.Ho letto la nota dell’ opposizione consiliare ed ho intuito che,delegare la maggioranza o lo stesso assessore denunciante,equivale a sostituire Pilato nel non decidere cosa fare.Io nella preistoria istituzionale,quando ero consigliere comunale e deciderò di oppormi a qualcosa,non a qualcuno,di non chiaro manifestavo il mio dissenso con le forme più eclatanti,ma nell’ ipotesi,meno politiche e più da codice penale,mi rivolgevo con i miei colleghi pro-tempore, alla magistratura Pro-Tempore(che continuava a dormire senza tempore) perché i soggetti interessati non si rivolgono a Piazza Tribunale per tutelare i diritti della collettività?
Raffaele è come Tarzan in questo periodo,una liana lascia ed una prende,per salvare gli interessi della collettività,io stesso tempo addietro gli avevo consigliato di essere più in linea con la sua formazione politica,che non era e non è certamente da figlio della lupa,ma non pensavo mi ascoltasse tanto attentamente.Comunque non cambia molto e non cambierà nulla su ciò che verrà per il futuro.
Di certo non condivido la solitudine politica di Giovanni Calabrese,che ha dimostrato passione per h città,complessivamente intesa.Ho apprezzato(dal punto di vista umano)ciò che ha fatto per ridare un rappresentante di Locri al consiglio regionale,ho letto nei suoi occhi l’amarezza ,dopo poche settimane,per ciò che ha fatto.Ma così è la vita,prima ancora della politica!
Per un motivo o per l’altro,sono un triste esiliato,ma non demorde in me,la voglia di amare la mia città ed il sogno di vedere uomini e donne migliori.

Avv. Pino Mammoliti