ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

Dal Programma Escursioni 2023

“Le Grandi vie dell’Aspromonte”

Domenica 22 ottobre

Crocefisso dello Zillastro (Pane Jermano)

 

Motivi di interesse Naturalistico: Una delle caratteristiche dell’Aspromonte è la morfologia stessa della montagna, addolcita da ampi pianori, detti piani che, interrompendone la verticalità formano ampie distese pianeggianti con degli immensi balconi, che si affacciano sia sullo Jonio sia sul Tirreno. Sono terrazze naturali che rappresentano una peculiarità quasi unica nei paesaggi montani del nostro territorio e spazi aperti e luminosi, ricchi di acque, con prati disseminati di orchidee e con una folta cornice di faggi. Oggi Passo dello Zillastro, conserva una misteriosa bellezza che, immersa nella maestà divina del paesaggio circostante, colpisce ed emoziona chiunque riesca a guardare questi luoghi con gli occhi dell’anima.

 

Motivi di interesse Religioso: Il Crocefisso, eretto sopra un cumulo di pietre, è diventato il simbolo nefasto di una montagna ingiustamente pensata e divenuta sventurata. Il Crocefisso dello Zillastro era nato come un luogo di preghiera per i tanti pellegrini, ma qui purtroppo sono state versate lacrime copiose per i tanti morti e per le violenze inaudite perpetrate. Ancora oggi campeggia e si addensa spesso una fitta nebbia in questi luoghi, quasi che la natura voglia perpetuare il ricordo delle immani sventure accadute, attraverso un paesaggio triste e malinconico.

 

Motivi di interesse Storico: Una pagina della nostra storia, per certi versi dimenticata: la cosiddetta battaglia dell’Altipiano dello Zillastro, del 1943, consumatasi alcuni giorni dopo la sottoscrizione dell’armistizio. Inoltrandoci infatti nel bosco, sotto gli alberi fitti si possono notare alcune croci ed una lapide eretta in onore dei 400 paracadutisti del Reggimento Nembo, che combatterono una disperata e inutile battaglia, (ad oggi risulta essere l’ultima combattuta sul suolo dell’Italia meridionale). Una vicenda tragica, rimasta a lungo dimenticata, che costò la vita a giovani dell’Esercito Italiano, a guerra ormai conclusa.

 

Percorso inserito nel Parco Nazionale dell’Aspromonte

 

Descrizione: Si parte dal Crocefisso dello Zillastro e si imbocca il sentiero E1 in direzione di Platì. Poco dopo si arriva ad un capanno utilizzato come deposito di attrezzi e mezzi di lavoro; si piega poi leggermente a sinistra fino a raggiungere una radura; il sentiero si snoda dolcemente lungo tutto il crinale e conduce ad un ricovero in lamiere, utilizzato per gli animali con un ampio pianoro panoramico. Si prosegue, sempre lungo il crinale, prima in pianura e poi in leggera salita, tra un alternarsi di pinete e radure assolate, puntellate da basse eriche, con la possibilità di godere di un ampio panorama verso Sud-Est. Attraversato il piano Petrulli, dopo pochi minuti siamo ad una piccola casetta. Si procede agevolmente per circa 600 metri nella pineta e poi, lambendo una recinzione, si supera un avvallamento puntellato da piante di farnetto. Si arriva ad immettersi in una rada faggeta, lungo una pista carrabile che segue il crinale, fino a raggiungere un bivio dove occorre deviare sulla strada carrabile che procede a sinistra. Il sentiero poi si snoda attraverso la faggeta in facili saliscendi, fiancheggia una cavità profonda utilizzata un tempo per il ghiaccio, per poi deviare a destra, all’altezza di un’area di picnic, fino a Vaccarizzo. Si prosegue sul sentiero E1 e dopo circa 30 minuti si continua sul sentiero del Brigante per raggiungere Zervò. Si ritorna indietro dallo stesso sentiero sul percorso del sentiero del Brigante. Si continua poi, in discesa tra faggi maestosi, costeggiando la recinzione di campi coltivati da parte di una cooperativa agricola di Oppido Mamertina. Il sentiero continua attraverso un’area scoperta, lungo una strada carrabile, delimitata dalle recinzioni di alcuni campi a rimboschimento sperimentale, per poi immettersi nuovamente tra gli abeti, seguendo la sterrata che conduce alla Fontana del Conte. Successivamente si segue la sterrata che procede agevole tra faggi ed abeti rossi che poi, costeggiando la recinzione di un campo coltivato, conduce ad un quadrivio. Ci si immette sulla strada sterrata e seguendo il sentiero dopo pochi minuti siamo al punto di partenza.