R. e P.

L’ Associazione dei Difensori di Ufficio (ADU) Sezione di Locri , accreditata ad ADU Italia, la quale ha già ampiamente trattato e approfondito il tema a livello nazionale, ha inoltrato un duro atto di protesta e diffida indirizzato al Ministro della Giustizia, al Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF) ed ai vertici della Magistratura circondariale e distrettuale( Tribunale e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri e Corte d’Appello e Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Reggio Calabria ), oltre che al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri.

Al centro della contestazione ci sono gli effetti paralizzanti della Circolare del Ministero della Giustizia (DAG) del 25 luglio 2026 , che stabilisce che la decorrenza del termine breve di 30 gg. per l’ opposizione (ex art. 170 d.P.R. 115/2002), avvenga esclusivamente a seguito di notificazione formale del decreto di liquidazione e che in mancanza di questa , per l’esecutività dell’ atto ,trova applicazione il termine lungo di sei mesi (ex art. 327 c.p.c) .Una situazione di totale incertezza che, a causa della cronica mancanza di chiarezza delle disposizioni, mette oggi in gravissima difficoltà tutti gli operatori del diritto, inclusi i magistrati e il personale amministrativo, paralizzati da dubbi interpretativi.

Di conseguenza, per sbloccare le spettanze professionali già regolarmente liquidate da un giudice,
gli uffici giudiziari pretendono che i professionisti procedano alle notifiche a proprie spese e a propria cura. In caso contrario, l’avvocato è condannato a un ingiustificato differimento del pagamento di sei mesi, in attesa dell’irrevocabilità del titolo.

L’A.D.U. Sezione di Locri ,denuncia con fermezza l’ applicazione pratica della circolare che riversa sui professionisti un adempimento istruttorio che spetta unicamente alla Cancelleria. Si costringono gli avvocati ad anticipare spese vive e a subire un intollerabile ritardo semestrale per riscuotere un compenso già decretato dallo Stato.

Questo meccanismo si traduce in un blocco insormontabile nei frequenti casi di indagati o imputati latitanti, irreperibili o privi di domicilio digitale (PEC). In tali situazioni, pretendere che il difensore attivi procedure di notificazione ordinaria destinate fin dal principio all’insuccesso è un controsenso logico e giuridico.

-“I difensori d’ufficio sono liberi professionisti che esercitano un ministero pubblico e obbligatorio per legge, a presidio del diritto di difesa e della regolarità dei processi, garantendo l’accesso alla giustizia anche ai non abbienti”, dichiara la Presidente dell’A.D.U. Sezione di Locri Avv. Angela Giampaolo,-“Pretendere che l’avvocatura si accolli gli oneri economici e materiali di notificare i decreti dello Stato è un vulnus intollerabile. Questa circolare si pone in aperto contrasto con l’articolo 36 della Costituzione, che tutela la giusta e tempestiva retribuzione del lavoro svolto”

La A.D.U. Sezione di Locri di Locri ha formulato richieste chiare e indifferibili:
-Al Ministero della Giustizia (DAG): La revoca immediata o la radicale integrazione della Circolare del 25 luglio 2026, tramite un chiarimento interpretativo che escluda l’onere di notifica a carico del difensore, sia d’ufficio che in regime di patrocinio a spese dello Stato con particolare urgenza per i casi di soggetti irreperibili o sprovvisti di domicilio digitale.
-In subordine, si richiede un intervento normativo d’urgenza (modifica ex art. 170 d.P.R 115/2002) che indichi espressamente la comunicazione di cancelleria a mezzo PEC o la lettura in udienza quale dies a quo per il termine breve.
-Ai Capi degli Uffici Giudiziari sia essi circondariali che distrettuali:
Nelle more dell’intervento ministeriale, l’apertura immediata di un tavolo di confronto finalizzato
alla sottoscrizione urgente di un “Protocollo d’Intesa Operativo” territoriale, che disponga modalità snelle per l’attestazione di esecutività da parte delle Cancellerie al solo fine di sbloccare i mandati di pagamento pendenti per le difese d’ufficio e i patrocini gratuiti.
-Al Consiglio Nazionale Forense (CNF): Di farsi promotore della ferma protesta della categoria presso i vertici del Ministero, attivando un tavolo di confronto politico-istituzionale a livello nazionale a tutela di tutti i difensori.
-Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri : L’inserimento immediato della questione all’Ordine del Giorno della prima seduta consiliare utile per l’adozione di una delibera d’urgenza che sposi la linea dell’ADU Sezione di Locri , ne disponga la trasmissione al CNF e garantisca la massima diffusione del presente documento a tutti gli iscritti all’Albo, quale segnale di compattezza della classe forense a tutela della propria dignità.

Il Direttivo ADU composto dagli avv.ti : Angelo Francesco Macrì ; Iolanda Libera Diano ; Angela Lafronte ; Luciano Rodino’ ; Enza Corasaniti e Annalisa Alba ), unitamente alla Presidente Avv. Angela Giampaolo , confidano nella doverosa sensibilità istituzionale e nella prontezza d’intervento delle Autorità interpellate, affinché venga garantito il pieno rispetto dei principi costituzionali e la dignità della funzione difensiva in ogni sua forma.

La Presidente
Avv. Angela Giampaolo

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