La Traviata alla sua prima rappresentazione, avvenuta il 6 marzo del 1853 al teatro La Fenice di Venezia , conobbe un clamoroso insuccesso. L’opera , oggi una delle più famose a testimoniare il genio musicale di Giuseppe Verdi (1813-1901), venne accolta negativamente dal pubblico veneziano per ragioni di diversa natura. Il soggetto è tratto da La Dame aux Camelie di Alexandre Dumas figlio (1824-1895), prima romanzo di successo(1848) poi dramma (1852) di risonanza mondiale . Il compositore assistette a una rappresentazione a Parigi , nel 1852, e decise di musicarlo .La storia ( il libretto è di Francesco Maria Piave , (1810-1876)è quella di una giovane e bella mantenuta che ha incontrato il vero amore vi sacrifica la vita brillante e mondana di traviata ,…..di una donna che brucia in poche settimane di vita e sentimenti e muore da vittima sacrificale borghese anche se sul certificato medico sci sarà scritto tisi .
Già il dramma di Dumas colpiva per la scabrosità del soggetto e certamente Verdi non poteva ignorare che la censura , allora molto severa , avrebbe imposto delle modifiche : particolarmente magnanimi con il compositore però . i censori veneziani accettarono addirittura il titolo fin troppo allusivo di Traviata imponendo solo che la vicenda venisse retrodatata nel XVIII secolo ; questo cambiamento attutì la forza che un’ambientazione contemporanea avrebbe provocato nel pubblico col mostrare i risvolti devastanti della morale corrente.
L’azione è organizzata in tre atti ,di cui il primo e il terzo anticipati da un preludio orchestrale ; il primo preludio reca già in sè la drammaticità della della vicenda , quasi come anticipazione dei momenti salienti dell’opera : il colorito diafano degli archi che dipingeranno il decadimento fisico di Violetta , i momenti della tormentata passione con Alfredo e il tema amoroso. Quando poi il sipario si apre sullo scintillio di una festa parigina , l’ascoltatore è già in qualche modo consapevole che quest’allegria sarà solo fuggevole e frivola ; il famoso brindisi Libiamo nei lieti calici e poco dopo ,l’aria cantata della protagonista mostrano la spiensieratezza chiassosa dell’ambiente , con Violetta che, attorniata dai corteggiatori tra i quali Alfredo , canta ” sempre libera degg’io “.La storia d’amore con Alfredo dura poco: la società , qui personificata nel padre di lui , impone le sue regole che non prevedono l’onta di avere per nuora una cortigiana . Il dolore di violetta è straziante , e Verdi dedica a questo una scena ( sezione estremamente aperta che supera lo schema a pezzo chiuso, tipico dell’aria , in cui i personaggi si confrontano in una recitazione musicale e mutevole ): è una richiesta implorante d’amore ( Amami Alfredo) destinata a diventare immortale nella storia dell’opera . L’ultimo atto è solo dolore , anticipato dal secondo preludio orchestrale che inizia con lo stesso colorito diafano di quello iniziale . Alfredo riesce solo ad assistere alla morte di Violetta : Violetta muore con una solennità straordinaria per una fragile etera , fino all’ultimo sbigottita dinanzi alla morte e piangente sui piaceri perduti : i tragici e lenti accordi ribattuti in un andante sostenuto sono, sì ,con un estremo pianissimo che conviene alla delicatezza del personaggio , ma hanno in se un’intrinseca austerità raccolta e minacciosa : nella strumentazione hanno larga parte le trombe. E Violetta muore come un eroe muore come una martire .
Professore Vincenzo Bruzzaniti

