R. e P.

La Sezione ANPI “Silvestra Tea Sesini” di Siderno esprime la propria più profonda vicinanza e il proprio cordoglio all’intera comunità di Gioiosa Jonica, e in particolare alla comunità di Prisdarello, colpita da una tragedia immane che ha spezzato tre vite all’interno delle famiglie Loccisano e Femia.

Una famiglia distrutta nel modo più funesto: tre persone hanno perso la vita nel terribile incidente avvenuto sulla strada di grande comunicazione Jonio-Tirreno, mentre la signora Femia, quarta componente della famiglia, si trova tuttora ricoverata in ospedale e lotta tra la vita e la morte in condizioni gravissime.

Di fronte a una tragedia simile, ogni parola appare insufficiente. Restano il dolore, il silenzio, lo sgomento e l’abbraccio ideale che rivolgiamo ai familiari, agli amici e a tutta la comunità di Prisdarello e di Gioiosa Jonica.

Ma il dolore, per quanto profondo, non può e non deve trasformarsi in rassegnazione.

Come Sezione ANPI, presidio di democrazia, legalità e partecipazione sul territorio locrideo, calabrese e sidernese, sentiamo il dovere di porre con forza una domanda alle istituzioni: quanto ancora dovremo aspettare prima che sulla Jonio-Tirreno vengano adottate misure concrete e definitive per garantire la sicurezza di chi la percorre ogni giorno?

Da anni questa importante arteria rappresenta, troppo spesso, uno scenario di incidenti gravissimi e di vite spezzate. Una vera e propria scia di vittime, dolore e lacrime che non può essere archiviata come una tragica fatalità.

Dietro ogni incidente ci sono persone. Ci sono famiglie. Ci sono genitori, figli, fratelli, amici e comunità intere costrette a convivere con un dolore che resta sull’asfalto e continua, giorno dopo giorno, nella vita di chi sopravvive.

Questa situazione è insostenibile.

Chiediamo pertanto alle istituzioni competenti, a tutti i livelli, di assumere immediatamente le proprie responsabilità e di mettere in campo ogni intervento necessario per la messa in sicurezza della Jonio-Tirreno: dalla verifica delle condizioni dell’arteria e dei suoi punti maggiormente critici, alla manutenzione, alla segnaletica, all’illuminazione e ai sistemi di sicurezza, fino a una programmazione strutturale capace di eliminare, per quanto possibile, le condizioni che continuano a esporre a rischio la vita dei cittadini.

Non servono soltanto parole di circostanza dopo ogni tragedia. Servono prevenzione, investimenti, controlli, manutenzione e scelte politiche coraggiose.

La sicurezza stradale non può essere considerata un tema secondario né un’emergenza da affrontare soltanto quando il sangue è già stato versato.

L’ANPI, per la propria storia e per i valori che rappresenta, considera la tutela della vita, della dignità e dei diritti delle persone parte integrante del proprio impegno democratico. E tra questi diritti c’è anche quello, elementare e fondamentale, di poter percorrere una strada senza rischiare di non fare ritorno a casa.

Ai familiari delle vittime rivolgiamo il nostro abbraccio più sincero. Alla signora Femia, in queste ore drammatiche, il nostro pensiero e l’auspicio più forte affinché possa superare questa terribile prova.

Alla comunità di Prisdarello e a quella di Gioiosa Jonica diciamo che non siete soli.

E alle istituzioni chiediamo con forza: non aspettate la prossima tragedia. Intervenite adesso.

Perché i calabresi hanno diritto alla sicurezza.

I calabresi hanno diritto alla vita.

E nessuna altra famiglia deve essere costretta a piangere i propri cari sull’asfalto della Jonio-Tirreno.