È tutto pronto a Siderno per la quarta edizione di “Immersi nel Blu”, la manifestazione che dal 25 al 27 luglio 2025 trasformerà il quartiere Sbarre in un laboratorio culturale e sociale a cielo aperto. Un festival che fonde musica, arte e street fish con la valorizzazione delle radici marinare e della partecipazione dal basso. L’evento, realizzato con il sostegno della Regione Calabria e del Comune di Siderno nell’ambito del programma POC per i Comuni Bandiera Blu, si inserisce tra le iniziative dei borghi costieri virtuosi.

La conferenza stampa di presentazione si è svolta nella sala consiliare del Comune, alla presenza del direttore artistico Ercole Macrì, della dirigente Alessandra Tuzza – curatrice del progetto di finanziamento – e del vicesindaco Salvatore Pellegrino, che ha illustrato nel dettaglio il programma delle tre giornate.

Macrì ha sottolineato il forte legame identitario del progetto: «Non sarei qui se non fossi prima di tutto un abitante di questo quartiere. È un evento che cresce anno dopo anno perché nasce da una partecipazione vera, dal basso, dai residenti che sentono questo appuntamento come parte della propria storia. Quest’anno si nota un ricambio generazionale, una nuova ondata di giovani che si stanno prendendo cura del proprio quartiere in modo creativo e orgoglioso».

Tante le realtà coinvolte: dagli artisti locali come Fabio Ocello, ai ceramisti di Gioiosa Superiore, passando per le opere realizzate con materiali di recupero marino e le installazioni che impreziosiscono le strade e le piazzette.

Nel corso dell’incontro, Alessandra Tuzza, dirigente comunale e responsabile del progetto, ha precisato che la proposta di finanziamento presentata dal Comune è attualmente in fase di valutazione da parte della Regione, ma ha espresso fiducia sull’esito positivo, evidenziando che «la squadra di progettazione che segue Immersi nel Blu lavora ormai da quattro anni con impegno e competenza, e questo ci consente di affrontare ogni nuova edizione con solidità e consapevolezza». Tuzza ha anche sottolineato l’importanza dell’iniziativa nel quadro delle politiche ambientali e culturali legate alla Bandiera Blu: «Si tratta di un format che unisce attenzione all’identità, partecipazione civica e promozione del territorio costiero, in linea con le finalità regionali».

Il vicesindaco Pellegrino ha illustrato i punti salienti del programma, mettendo in evidenza tre momenti simbolici:

Venerdì 25 luglio, alle ore 17:30, in zona arenile, l’iniziativa “Al mare in sicurezza” in occasione del World Drowning Prevention Day, promossa da FEE Italia con la Guardia Costiera, Croce Rossa e altre associazioni locali, e a seguire il taglio della torta della Bandiera Blu durante la cerimonia inaugurale.

Sabato 26 luglio, alle 19:30, in piazza Tabarano, si svolgerà la tavola rotonda “Il borgo marinaro della Sbarra di Siderno: risorse e opportunità di sviluppo turistico”, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale e le potenzialità del pescaturismo.

Domenica 27 luglio, spazio alla tradizione con il IV trofeo di pesca a surici dalla barca, con partenza all’alba dal Blanco Beach Club e premiazioni serali.

Il cuore pulsante del festival resta comunque la musica, con un fitto programma di concerti, street music e DJ set nelle strade del rione:

Adolfo Zagari, Francesco on Sax, Nando Castellano, Cinzia Militano, Fabio Macagnino, Nino Tarzia, Januaria & Vinz, Fabio Tomba, I Disconnessi, DJ Ciccio Kant, e infine lo spettacolo etnico della domenica con Paolo Sofia, Salvatore Gullace, Marinella Rodà, Vincenzo Oppedisano e la partecipazione straordinaria di Nino Tarzia.

Ogni sera verranno riaperte le “locande marinare”, con degustazioni di prodotti locali ispirati ai “profumi e sapori del mare”, per far vivere ai visitatori un’esperienza autentica tra i vicoli del quartiere dei pescatori.

Chiuderanno le serate cabaret, musical, mostre, spettacoli di danza e murales artistici, come quello dedicato a Francesco Correale, inaugurato nella serata di apertura.

«Questo evento non è solo cultura o intrattenimento – ha concluso Macrì – è una sfida collettiva, un patto intergenerazionale tra chi ha fatto la storia del quartiere e chi ne raccoglie il testimone. È così che Sbarre sta diventando un esempio per tutta la Locride».

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