C’era freddo, un freddo vero, di quelli che tagliano le mani e fanno fumare il respiro. A Gioiosa Jonica, ieri una vera sera d’inverno, il gelo si è fermato ai margini della piazza. Dentro, tra la gente, il calore era umano, profondo, irresistibile. Un bagno di folla ha accolto Clementino, e non era solo entusiasmo,era fame di musica, di parole, di riscatto.

Ad aprire la serata, sul palco, due presenze istituzionali ma profondamente legate al territorio. Il sindaco di Gioiosa Jonica, Luca Ritorto, e il consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Salvatore Fuda. Insieme hanno introdotto l’evento con parole semplici ma sentite, sottolineando il valore della musica come collante sociale . Un saluto che non è suonato formale, ma autentico, accolto dagli applausi di una piazza già pronta a vibrare.

Poi la musica ha preso il comando. Clementino, rapper napoletano, non si è risparmiato un istante. Sul palco ha portato corpo e anima, voce e sudore, dimostrando ancora una volta che il rap, quando è vero, non teme né il freddo né il tempo. Piazza gremita, piazza “caldissima”. Un cuore collettivo che batteva all’unisono, mentre le rime correvano veloci, tecniche e precise, ma sempre cariche di vita vissuta.

Il suo rap unisce ritmo e pensiero, tecnica e racconto. Una scrittura che scava dentro, che parte dalla sua storia personale per allargarsi a temi universali come l’identità, la fatica quotidiana, le cadute e la forza di rialzarsi. A Gioiosa Clementino ha ritrovato l’essenza del Sud, quella più vera e meno raccontata, un Sud che chiede lavoro, dignità, giustizia sociale, senza smettere di sognare.

Un popolo che si riconosce nelle parole di chi ce l’ha fatta senza rinnegare le proprie radici.

Lo spettacolo, offerto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha rappresentato il momento più alto di una due giorni intensa e partecipata, curata con passione dai ragazzi dell’associazione Borgo Antico. A loro va un plauso sincero. Il 30 dicembre, l’apertura con Cosimo Papandrea aveva già fatto registrare il pienone, nonostante la pioggia aveva compromesso in parte la serata. Ma Gioiosa ha saputo aspettare. E si è ampiamente rifatta.

ieri sera la pioggia si è trasformata in musica parole e ritmo, il freddo in energia, la piazza in un grande abbraccio collettivo. Gioiosa Jonica ha dimostrato che la cultura, quando nasce dal basso e parla la lingua della gente, può accendere anche le notti più fredde. E mentre le ultime note si dissolvevano nell’aria, restava la certezza che il Sud, quando trova la sua voce, sa farsi sentire lontano.

Pino Carella