Dopo l’intervista al presidente del consiglio comunale di Siderno, Paolo Fragomeni, abbiamo ritenuto opportuno intervistare anche la segretaria e capogruppo cittadina del Partito Democratico Mariateresa Fragomeni, alla quale abbiamo rivolto alcune domande:

D) Ci vuole fare un resoconto dell’ultima seduta consiliare che ha approvato il bilancio di previsione ?

R) Quello che è accaduto nell’aula consiliare è sotto gli occhi di tutti, di chiunque fosse presente o volesse andare a vedersi il video, disponibile su youtube o facebook, anche se l’attuale maggioranza ha cercato di minimizzare l’accaduto. In breve, senza dilungarmi in tecnicismi, c’è stato un grave e grossolano errore da parte dei tecnici e dell’assessore al bilancio che, a causa del mancato rispetto di un termine di legge, ha impedito di poter ridurre la TARI, ossia la tariffa sui rifiuti: come risultato, i cittadini pagheranno di più per la spazzatura. Sul piano politico poi, nessuno, della maggioranza si è assunto la responsabilità della cosa. Nessuno, né tra gli assessori né tra i consiglieri, ha provato a dare una qualche spiegazione in merito. Non hanno neanche avuto il coraggio di aprir bocca, un po’ come fanno quei cattivi nei film in televisione, che una volta messi alle strette, si avvalgono della facoltà di non rispondere. Così hanno fatto anche i membri della maggioranza consiliare: sono rimasti in silenzio, impassibili, e si sono affidati all’avvocato d’ufficio, ossia il Segretario Generale, uomo che personalmente stimo molto, ma che in aula non poteva davvero convincere nessuno.

D) Il presidente Paolo Fragomeni accusa il Pd di aver voluto dare, insieme alle altre forze politiche, un taglio di tipo formalistico – burocratico sulle procedure del bilancio, senza mai entrare nel merito dello stesso. E’ vero ?  

R) È assolutamente falso! Che significa poi “taglio formalistico-burocratico”? Il PD ha detto chiaramente, ed in contraddittorio, senza che nessuno replicasse, che oltre alla totale mancanza di programmazione e di investimenti, a causa della violazione di un termine di legge, non si è potuta approvare una tariffa dei rifiuti più bassa, e quindi i cittadini dovranno pagare di più! La cosa è semplice, lineare e riguarda il merito: ossia il fatto che si pagheranno più tasse perché qualcuno nella maggioranza ha sbagliato! Se c’è qualcosa di formalistico-burocratico è solo l’atteggiamento del presidente del consiglio, che in aula tace, e poi delega ad altri delle improbabili difese d’ufficio. Forse il presidente era distratto e non ha visto il mio intervento in Consiglio, ma se volesse andarselo a vedere su youtube, si accorgerebbe che la sottoscritta ha fatto una disamina di merito, analizzando tutte le criticità del bilancio: dalla sicurezza al sociale al baratto amministrativo, dalla promozione turistica alla mobilità ed alla cultura. Per non parlare dell’assenza totale di investimenti!

D) Ci si aspettava uno scossone politico nella maggioranza, qualcuno parlava di dimissioni di qualche assessore o addirittura di un rimpasto politico ma poi non è accaduto nulla di tutto ciò. E’ rammaricata per questo fatto ?  

R) Ero rammaricata qualche anno fa, adesso sono disillusa e realista. Non mi aspettavo nessuno scossone nella maggioranza, d’altronde, chiunque abbia visto l’espressione rilassata e serafica degli assessori in aula, si sarà reso conto che nessuno si sposterà di un centimetro e tutto resterà così com’è. Certo, se non altro che per un moto d’orgoglio personale, pensavo che qualcuno facesse almeno finta di dire qualcosa, magari di scusarsi, ma evidentemente nessuno ne ha sentito il bisogno.

D) Il mancato rilascio della tessera del Pd a Paolo Fragomeni come lo interpreta?

R) Come una logica e naturale conseguenza di quello che prevede lo Statuto del Partito Democratico, che all’art. 2 comma 9 “vieta agli iscritti del PD di aderire a gruppi diversi da quello del proprio partito nelle assemblee elettive”. Si tratta di pre-requisito, una previsione che esiste in ogni statuto o regolamento di qualsiasi altro partito o associazione. È per questo che, anche volendo, non avrei potuto dare la tessera a Paolo, in caso contrario avrei davvero commesso un abuso, una violazione dello Statuto, ed è per questo che anche la Commissione di Garanzia gliel’ha rifiutata. Infatti, in sede di votazione delle convenzioni, alla sottoscritta, così come a tutti gli altri segretari PD d’Italia, è stata inviata l’anagrafe degli iscritti, vistata appunto dalla segreteria nazionale, ed il suo nome non era presente. Pertanto non c’è nulla di personale…. ho soltanto applicato le norme statutarie. È Paolo che è entrato a far parte del Partito del Sindaco e risponde solo a quel partito, se proprio vuole una tessera, dovrebbe chiederla all’ingegnere Fuda!!!

D) In una nostra intervista Fragomeni ha sostenuto che si è trattato di un mero atto di ritorsione, un abuso nei suoi confronti da parte sua per “punirlo” del fatto di non essere uno “yes man”. Una sorte di vendetta politica. Ha da replicare qualcosa ?

R) Francamente trovo quasi puerili queste considerazioni. La vendetta culturalmente non mi appartiene. Come ho appena detto, esiste un regolamento che tutela “tutti” gli iscritti al partito e ne disciplina il comportamento all’interno delle assemblee elettive. Come è stato fatto notare a Paolo dagli stessi membri della Commissione di Garanzia, il suo atteggiamento in Consiglio Comunale, il suo cieco attaccamento alla poltrona, sarebbero stati passibili di sanzioni ben più severe, come è accaduto in moltissimi casi analoghi, che potrei citarle come precedenti.

D) Sempre Fragomeni ha dichiarato nell’intervista che il Pd avrebbe dovuto essere un partito inclusivo, democratico, aperto, dialogante ma sta diventando sempre più un partito chiuso in se stesso, spesso arrogante, privo di una progettualità politica. E’ vero che manca questa progettualità politica al Pd e che manca un “collante” che possa tenere insieme le persone e le varie sensibilità ?

R) Assolutamente no! non bisogna confondere l’inclusività, l’apertura e il pluralismo, con la legittimazione di comportamenti tesi esclusivamente al perseguimento di vantaggi personali. Il partito non è affatto chiuso, il numero dei tesserati e dei simpatizzanti è aumentato. Quanto alla progettualità politica, Paolo dovrebbe prima di tutto guardare in “casa sua”, o meglio, nella sua “nuova casa”, dove si sta navigando a vista e senza una precisa direzione.

D ) Fragomeni si è dichiarato “orgoglioso”  di essere considerato “l’ago della bilancia” di questa maggioranza. Secondo lo stesso quando le è stato proposto di accettare l’incarico di vicesindaco  ha avuto una grande occasione di mettere al centro il Partito democratico ma per ragioni che ancora oggi gli sfuggono pienamente, non ha ritenuto di doverlo fare. Potrebbe spiegarlo anche a noi cosa è accaduto e se c’è qualche cosa che non sappiamo ?

R) Non credo affatto che Paolo Fragomeni sia l’ago della bilancia di questa amministrazione, questo concetto presuppone una figura “terza” che mantiene in equilibrio una determinata situazione. In realtà, Paolo è organico al Partito del Sindaco, lo è sempre stato, fin dall’inizio, fin da quando, in assemblea PD, è stato l’unico a votare contro le primarie a favore del sostegno diretto all’ing. Pietro Fuda. Quella che non condivido è l’ipocrisia di essersi voluto candidare nella lista del PD (candidatura che ha condizionato a quella di Anna Romeo). Forse ha trovato più conveniente risultare formalmente iscritto al PD, dato che quella del Centro Democratico è una realtà politica che si esaurisce a livello Comunale. Quanto al posto di vice sindaco, questo mi è stato offerto varie volte, anche dopo l’insediamento della Giunta, ma accettandolo non avrei fatto certo l’interesse del PD né, soprattutto, quello dei sidernesi. Quando mi sono candidata, assieme agli altri membri del Partito Democratico, ho sottoscritto un programma, ed a quel programma rimarrò fedele. Ho più volte collaborato col Sindaco Fuda e sono pronta a rifarlo, ogni volta che ci sarà da fare qualcosa di utile per la comunità (com’è accaduto per lo sblocco dei fondi per il lungomare…. Casa della salute… etc.) ma sempre e solo nell’interesse dei cittadini, senza bisogno di poltrone o incarichi retribuiti.

D) Ancora Fragomeni l’accusa di aver  condotto il suo partito in una posizione di isolamento e di inefficacia sul piano amministrativo. Vuole replicare ?

R) Onestamente trovo queste valutazioni come frutto di un modo di concepire la politica vecchio e superato, che privilegia, al confronto aperto e democratico, gli accordi sottobanco da fare in forma privata. Un Partito politico non è uno strumento per perseguire fini personali o per traghettare i candidati verso il raggiungimento di cariche elettive, è uno strumento al servizio del bene comune. L’efficacia o l’inefficacia sul piano amministrativo, in questo momento, a Siderno, sono legate al fatto che esiste un gruppo di potere trasversale e minoritario (sia come voti di preferenza che come rappresentanza dei cittadini) che governa la cosa pubblica all’insegna del personalismo e dell’incapacità gestionale. Onestamente, stare in Giunta solo per essere una delle belle statuine che vanno in Consiglio o in Giunta per scaldare la sedia, non mi appassiona e non mi interessa. Se posso fare qualcosa di utile per la città lo faccio, anche restando un semplice consigliere.

D) E’ giusto, secondo lei, scaricare la responsabilità del rinvio della seduta consiliare solo sul collegio dei revisori ?

R) Assolutamente no! è ingiusto, è fuorviante ed è intellettualmente disonesto! La seduta è stata rinviata perché, chi aveva il dovere e la responsabilità di farlo, ignorava i termini per l’approvazione e la modifica della TARI. Il parere dei revisori non può mai bloccare l’iter di approvazione, non è neppure vincolante, quindi che la smettessero di scaricare sugli altri, quella che è stata solo una loro personale quanto gravissima mancanza. Oltretutto la scorrettezza non si ferma qui: visto che la scusa dei revisori non se l’è bevuta nessuno, nell’affannosa ricerca di un capro espiatorio, in questi giorni la maggioranza sta cercando di veicolare la notizia che, se nessuno avesse sollevato il problema, il bilancio sarebbe stato approvato così com’era ed avremmo pagato la tariffa TARI ridotta! Niente di più falso!!!! perché una volta inviato il bilancio al Ministero, si sarebbero accorti da subito dell’errore (visto che i termini sono la prima cosa che viene controllata) quindi il bilancio sarebbe stato impugnato in automatico ed il Comune sarebbe stato anche sanzionato…. Si tratta quindi dell’ennesima bufala che non deve assolutamente ingannare i cittadini. Del resto, se fossero stati sicuri di poterlo fare, avrebbero approvato il bilancio direttamente il 12 aprile, senza rinviare la seduta e senza fare quella figuraccia che hanno fatto!!

Antonio Tassone