Nel calcio, come nella vita, non conta come si parte, ma come si finisce. E la parabola del Siderno in questa stagione calcistica è la testimonianza perfetta di come la resilienza, le scelte coraggiose e l’orgoglio della maglia possano ribaltare un destino che sembrava già scritto. Una cavalcata trionfale che si chiude con il traguardo più dolce: la Promozione.
Eppure, l’inizio di questo campionato aveva i contorni di un vero e proprio incubo. La gestione in panchina di Gianni Fiorenza, nonostante l’impegno e la serietà del tecnico, non è mai riuscita a decollare. La squadra appariva spenta, bloccata nei risultati e nel gioco, scivolando pericolosamente lontano dalle zone nobili della classifica.
Poi, la sterzata della società. Fuori Fiorenza, dentro Cosimo Silvano. È stata la scintilla che ha appiccato il fuoco. Sotto la guida del nuovo mister, il Siderno ha letteralmente svoltato: Silvano ha rigenerato il gruppo nell’orgoglio e nella tattica, inanellando una serie di risultati utili che hanno ridato fiducia all’ambiente e spaventato le avversarie. Da brutto anatroccolo, la squadra si è trasformata in una macchina da guerra, capace di prendersi di forza quella categoria superiore che una piazza del genere merita per distacco.
Questa promozione non è solo un salto di categoria numerico, ma il rilancio in grande stile di una piazza dalle grandi tradizioni calcistiche. Siderno non è una realtà qualunque nel panorama dilettantistico calabrese; porta con sé una storia fatta di calore, tifo passionale e palcoscenici ben più prestigiosi. Questa vittoria cancella gli anni bui e restituisce dignità e visibilità a un blasone che non poteva più restare nascosto nelle retrovie del calcio locale.
I festeggiamenti sono più che legittimi, ma il calcio moderno non aspetta. Per evitare l’effetto “ascensore” e consolidare la categoria (se non addirittura puntare subito a un ruolo da protagonisti), la dirigenza deve iniziare a programmare la nuova stagione fin da subito. Servono innesti mirati, conferme chiave e una struttura societaria solida.
Tuttavia, c’è un enorme elefante nella stanza che non si può più ignorare: lo stadio.
Una squadra con grandi ambizioni e una tifoseria così calorosa non può prescindere da una struttura adeguata, moderna e, soprattutto, pienamente disponibile.
Per programmare il futuro ed evitare di giocare costantemente in trasferta o con limitazioni penalizzanti, serve che le istituzioni e le forze economiche remino dalla stessa parte. La Promozione è stata conquistata sul campo con il sudore dei ragazzi di Silvano; adesso serve lo scatto di livello anche fuori dal rettangolo verde. Siderno è tornata, ma per continuare a volare ha bisogno della sua casa.
Antonio Tassone

