Si sente spesso parlare del 5xmille e dell’importanza di scegliere a chi destinare questo contributo, ma non sempre è chiaro come funziona esattamente e perché decidere di riservare questi fondi a un ente specifico.
Inoltre, negli ultimi anni sono state introdotte alcune novità sul 5 x mille che è opportuno conoscere, per compiere una scelta consapevole e garantire un supporto fondamentale alle realtà che ogni giorno forniscono una serie di servizi essenziali per la collettività.
Che cos’è il 5xmille
Il 5 per mille è un sistema che consente ai contribuenti di scegliere a chi destinare una parte dell’imposta Irpef, ossia l’imposta sui redditi delle persone fisiche.
Questo meccanismo è stato introdotto con la Finanziaria 2006 (Legge 266/05), dopodiché è stato soggetto a un aggiornamento con la Riforma del Terzo Settore (D.Lgs. 111/2017) e, l’anno scorso, l’articolo 12 del DL 202/2024 ha confermato quali sono le organizzazioni che possono ricevere il 5 x mille.
In particolare, possono accedere ai contributi del 5 per mille solo enti e associazioni benefiche iscritte all’elenco permanente, ovvero un’apposita anagrafe di organizzazioni accreditate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso l’ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Si tratta, per esempio, di Enti del Terzo Settore e ONLUS, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni non governative, enti di ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche ed enti gestori delle aree protette che rispettano determinati requisiti.
Come funziona il 5 per mille
Il 5 per mille è una donazione completamente gratuita per i cittadini, in quanto permette di destinare a uno specifico ente accreditato lo 0,5% dell’Irpef da pagare all’Erario senza alcun costo aggiuntivo.
La procedura è piuttosto semplice, infatti basta compilare la sezione relativa al 5 x mille dell’Irpef in fase di dichiarazione dei redditi, presente in tutti i moduli utilizzati come il CU (Certificazione Unica), il Modello Unico o il 730.
All’interno dell’apposita sezione bisogna soltanto indicare il codice fiscale dell’ente benefico accreditato e aggiungere la propria firma, ricordandosi che è possibile esprimere una sola preferenza, in questo modo si potrà offrire il 5 per mille della propria imposta Irpef a uno specifico ente senza scopo di lucro, contribuendo a sostenerne progetti o iniziative socialmente rilevanti.
Per esempio, per supportare la ricerca scientifica si può compilare l’apposito riquadro “Finanziamento della ricerca scientifica e delle università” e scegliere di devolvere il 5xmille a Fondazione Telethon, che dal 1990 finanzia i migliori progetti finalizzati a contrastare le malattie genetiche rare.
Nel caso in cui non vengano espresse preferenze, invece, il 5 x mille rimane allo Stato, mentre se non viene indicato l’ente, ma si segnala solo la categoria a chi destinare questo contributo, viene ripartito tra tutte le organizzazioni che ne fanno parte.
Devolvere il 5×1000 in trasparenza nella massima privacy
Scegliere di devolvere il 5×1000 è un processo che si svolge nella massima trasparenza. Attualmente, infatti, per legge tutti i beneficiari del 5 per mille devono realizzare un rendiconto dettagliato per indicare come hanno speso le somme percepite tramite questo sistema.
Questo permette a ogni persona che ha destinato il 5 x mille a uno specifico ente di controllare sul sito dell’organizzazione benefica come sono stati impiegati i contributi ottenuti e quali risultati sono stati raggiunti.
Al tempo stesso, è importante ricordare che scegliere di devolvere rappresenta una modalità sicura e riservata per fare una donazione gratuita, in quanto i dati del contribuente che ha deciso di scegliere a chi destinare questo contributo non vengono mai condivisi con l’organizzazione che riceve i fondi da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Ciò consente di tutelare la privacy di ogni cittadino che decide di utilizzare il 5 x mille, dando allo stesso tempo la possibilità di sostenere progetti solidali ad altissimo impatto sociale come la ricerca scientifica, il contrasto della povertà e della malnutrizione infantile.
Non solo 5×1000: le altre destinazioni d’imposta che è possibile devolvere
Accanto al 5×1000, il sistema fiscale italiano permette di destinare anche altre quote dell’Irpef a finalità specifiche, senza alcun costo aggiuntivo per il contribuente: l’8×1000 e il 2×1000.
L’8×1000 consente di destinare una parte dell’Irpef allo Stato oppure alle confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa con il Governo. Le risorse raccolte vengono impiegate per attività come interventi sociali, iniziative umanitarie, progetti educativi, manutenzione del patrimonio culturale o opere di culto.
Il 2×1000 è invece riservato alle associazioni culturali accreditate e ai partiti politici ammessi, offrendo ai cittadini la possibilità di sostenere realtà che promuovono cultura, partecipazione civica e vita democratica. L’elenco dei beneficiari è più ristretto, ma rappresenta uno strumento importante per favorire attività culturali diffuse sul territorio o rafforzare la rappresentanza politica.
È importante ricordare che 8×1000, 5×1000 e 2×1000 non sono alternativi tra loro: ciascuno può essere destinato separatamente, compilando gli appositi riquadri della dichiarazione. In questo modo, ogni contribuente può decidere in maniera precisa come orientare una parte delle proprie imposte, sostenendo cause diverse ma ugualmente rilevanti per la collettività.
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