Si chiude definitivamente uno dei casi di cronaca nera che più hanno segnato la Locride negli ultimi anni. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, seconda sezione, riunita in pubblica udienza il 15 giugno 2026, ha confermato integralmente la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Locri il 28 giugno 2022 nei confronti di Giuseppe Menniti e Francesco Sfara per l’omicidio di Vincenzo Cordì, avvenuto l’11 novembre 2019.
La decisione arriva al termine del giudizio di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, che con sentenza dell’8 ottobre 2025 aveva annullato la precedente pronuncia della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria limitatamente ad alcuni aspetti della valutazione della premeditazione, rinviando il procedimento a una nuova sezione della Corte reggina.
Nel dispositivo letto in aula, i giudici hanno stabilito di confermare integralmente la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Locri, rendendo definitive le condanne già inflitte. Resta quindi confermato l’ergastolo per Giuseppe Menniti, mentre Francesco Sfara dovrà scontare 23 anni di reclusione.
La Corte ha inoltre disposto la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali del presente grado di giudizio e alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili Maria Teresa Restagno e Rosamaria Cordì, liquidate in complessivi 3.000 euro, oltre accessori di legge. I giudici hanno fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.
L’omicidio di Vincenzo Cordì sconvolse profondamente la Locride per le modalità particolarmente efferate con cui venne consumato. L’uomo fu attirato in una zona isolata in località Scialata, nel territorio di San Giovanni di Gerace, dove venne cosparso di benzina e dato alle fiamme all’interno della propria autovettura.
Nei precedenti passaggi giudiziari la Corte di Cassazione aveva già reso definitiva la condanna all’ergastolo per Susanna Brescia, compagna della vittima, ritenuta la principale artefice del delitto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e accertato nei processi, il crimine sarebbe maturato in un contesto di dissidi personali e familiari e sarebbe stato pianificato con largo anticipo.
Con la decisione pronunciata oggi dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria si conclude definitivamente anche la posizione degli altri due imputati coinvolti nella vicenda, mettendo la parola fine a un lungo e complesso iter giudiziario iniziato dopo il tragico omicidio dell’11 novembre 2019.
La sentenza rappresenta l’ultimo capitolo processuale di una vicenda che ha profondamente segnato la comunità di San Giovanni di Gerace, l’intera Locride e le famiglie coinvolte, chiudendo definitivamente il quadro delle responsabilità accertate dalla magistratura.
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