Nei giorni scorsi Maurizio Cimino, vicesindaco di Riace, ora ex, ha denunciato alle forze dell’ordine un atto intimidatorio nei suoi confronti. Qualcuno lo invitava a dimettersi dalla giunta e, per convincerlo a far presto, gli ha lasciato nell’auto un biglietto con due cartucce che, nel linguaggio mafioso ormai protocollato in Calabria, significa: se non ubbidisci abbiamo pronte per te altre due pallottole.
E’ scattato l’allarme dell’opinione pubblica e la rituale valanga di solidarietà. Insomma, tutto nella norma.
E’ appena passato qualche giorno e il sindaco Lucano, che ha inventato e dirige il Comune dell’accoglienza più noto al mondo, ha interamente azzerato la giunta.
In modo rapidissimo Lucano ha rinominato la propria giunta comunale escludendo tutti i precedenti componenti. Qundi, Cimino compreso.
Un pugno di minuti e gli avvocati di Cimino hanno diffuso un comunicato che riportiamo integralmente:

“Appositamente officiati dal nostro assistito sig. CIMINO Maurizio, consigliere comunale di Riace ed ex vicesindaco, comunichiamo l’attuale silenzio stampa del nostro assistito sulla vicenda.
A seguito del grave atto intimidatorio dallo stesso subito in data 23/05/2016, per il quale il Sindaco Domenico Lucano non ha inteso manifestare alcuna solidarietà al proprio vicesindaco, sono state avviate doverose e serrate indagini dalle competenti Autorità.
Fiducioso nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine con i quali vi è un rapporto collaborativo costante e consapevole che le indagini faranno luce sugli autori del vile attentato e sulle reali motivazioni della revoca delle deleghe al vicesindaco Cimino Maurizio e all’assessore Valilà Renzo, si chiede il rispetto del silenzio stampa in attesa degli sviluppi investigativi.
Avv. Paola DIMASI – Avv. Giuseppe GERVASI”

Nel comunicato, certamente pesato e soppesato con perizia professionale, ci sono alcuni elementi che possono tecnicamente venire definiti inquietanti.
Intanto, l’ex vice sindaco Cimino, nominata la giunta di cui non fa più parte, ha deciso un rigido silenzio-stampa. Domanda: perché?
Secondo, l’accusa al sindaco Lucano il quale, mentre tutti si affannavano a esprimere solidarietà al suo (ormai ex) vicesindaco, si è ben guardato dal farlo. Domanda: perché?
Terzo, gli avvocati, cioè Cimino attraverso gli avvocati, precisa che presto emergeranno le “reali” motivazioni del cambio di giunta insinuando quindi, anzi sostenendo esplicitamente, che siamo di fronte a un’operazione poco trasparente.
Lucano è persona la cui correttezza e trasparenza è stata lungamente già sperimentata e verificata in più occasioni. Ecco perché è particolarmente importante che le indagini su quel che è accaduto a Riace vengano rapidamente concluse fornendo un quadro chiaro all’opinione pubblica (non solo calabrese).

inchiesta e foto di zoomsud.it