È iniziata stamane, presso lo snodo autostradale di Rosarno una giornata di protesta che vede uniti agricoltori, allevatori, pescatori e autotrasportatori per denunciare una crisi economica diventata insostenibile. Il caro carburanti incide pesantemente sulla logistica e sui costi di produzione, e l’impennata dei prezzi delle materie prime hanno azzerato i margini di guadagno. A questo si aggiunge la denuncia contro la concorrenza sleale dei prodotti esteri importati a basso costo.
Presso il presidio di Rosarno, dove dalle prime ore del mattino si sono radunati centinaia di manifestanti, le telecamere di Buongiorno Regione (Rai Calabria) hanno raccolto la testimonianza del coordinatore della manifestazione:
Le richieste che abbiamo stilato sono contro il caro carburanti, l’importazione selvaggia, per l’adeguamento dei prezzi dei mercati e dei salari degli operai. La protesta andrà avanti ad oltranza fino al 10 ottobre, data in cui ci sarà una manifestazione nazionale popolare a Cosenza, perché non c’è distinzione di categoria. Il popolo italiano vive difficoltà giornaliere. Abbiamo avuto dei tavoli tecnici con la Regione Calabria che, purtroppo, si sono arrugginiti. Siamo stati anche a Roma, al Ministero dell’Agricoltura, e anche quel tavolo tecnico si è arrugginito».
«Quella di oggi non la chiamiamo più la manifestazione degli agricoltori, dei pescatori e degli autotrasportatori: questa è una manifestazione popolare, perché nessuno oggi ce la fa ad andare avanti. La politica italiana ci sta portando a fallire come famiglie e non come aziende, perché le aziende sono già tutte fallite.
La mobilitazione promessa ad oltranza si preannuncia dunque serrata e punta dritta all’appuntamento del 10 ottobre a Cosenza, in attesa che dalle istituzioni regionali e nazionali arrivino risposte concrete per riaprire il dialogo.
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