Passi in avanti sull’autonomia differenziata, con la Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali che ha espresso parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il governo centrale e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
Una decisione che ha però evidenziato una netta spaccatura politica: a votare contro sono state infatti tutte e sei le Regioni guidate dal centrosinistra – Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia e Campania – mentre le amministrazioni di centrodestra hanno espresso posizione favorevole.
In questo quadro, la Calabria, rappresentata dal presidente Roberto Occhiuto, si è allineata al fronte delle Regioni di centrodestra, pur avanzando richieste precise a tutela dei territori più deboli. Nel corso della discussione preliminare, il governatore ha infatti sottolineato la necessità di inserire garanzie concrete per le Regioni strutturalmente svantaggiate, come quella calabrese.
In particolare, Occhiuto ha chiesto che, già nella fase di pre-intesa, venga previsto un impegno chiaro per l’uscita dal Piano di rientro sanitario, con tempi certi e definiti, superando definitivamente la fase del commissariamento. Una richiesta che tiene conto delle difficoltà storiche del sistema sanitario regionale, ma anche dei miglioramenti registrati negli ultimi anni.
Il presidente ha inoltre evidenziato l’importanza di considerare le specificità territoriali e l’equilibrio economico-finanziario delle Regioni, chiedendo che il percorso verso l’autonomia sia accompagnato da una reale garanzia dei Livelli essenziali di prestazione (Lep), già raggiunti o migliorati in diverse macroaree della Calabria.
Un passaggio, quello in Conferenza, che segna un ulteriore step nel processo di autonomia differenziata, ma che apre anche il confronto sulle condizioni necessarie per evitare nuove disuguaglianze tra Nord e Sud, tema su cui la Calabria chiede attenzione e misure concrete.
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