L’imponente struttura ciclonica che nelle ultime ore ha causato danni, allagamenti e un drastico calo termico sulle regioni settentrionali e centrali della nostra Penisola non ha esaurito la sua energia, ma sta semplicemente traslando verso sud-est, richiamando a sé un potenziale energetico ancora maggiore. Per la giornata di domani, venerdì 11 settembre 2026, ci troviamo con una nuova allerta meteo estrema focalizzata in modo specifico sul Sud Italia e sui settori balcanici limitrofi. La saccatura ricolma di aria fredda in quota andrà a tuffarsi letteralmente nei bacini meridionali del Mediterraneo, mari che mantengono temperature superficiali ancora tipicamente estive.

Questo scontro termico frontale farà da detonatore per lo sviluppo di sistemi temporaleschi a mesoscala di inaudita violenza, capaci di generare un vero e proprio disastro di maltempo su vaste porzioni del nostro territorio meridionale, anche peggiore rispetto a quanto si sta verificando al Nord in queste ore dove abbiamo morti, feriti ed evacuati.

Se la giornata odierna ha visto il Tirreno centrale e il Nord Italia sotto la furia degli elementi, l’evoluzione sinottica per le prossime ventiquattro ore mostra uno scivolamento del perno di bassa pressione verso lo Ionio e il basso Adriatico. Questo movimento sposterà l’asse di massima instabilità, concedendo una tregua alle regioni centro-settentrionali, ma accendendo la miccia su Campania, Calabria, Sicilia e, in modo del tutto drammatico, sulla Puglia. L’interazione tra i forti venti meridionali di richiamo, carichi di umidità e calore, e l’irruzione fredda in quota provocherà uno squilibrio termodinamico eccezionale. In queste condizioni, l’atmosfera non trova altro modo per riequilibrare le temperature se non attraverso moti convettivi esasperati, dando vita a supercelle temporalesche che si auto-alimenteranno sfruttando il calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo marino, trasformando le previsioni meteo per domani in un bollettino di guerra.

Le grandinate previste per domani non sono compatibili con la sicurezza stradale: guidare sotto fenomeni del genere espone al rischio di distruzione dei parabrezza e perdita di controllo dei veicoli. I fulmini, previsti con frequenze elevatissime su tutto il bacino ionico e adriatico, impongono di evitare assolutamente la sosta in spazi aperti, spiagge o sotto alberi isolati durante i temporali.

L’impatto atteso sull’agricoltura locale, già provata, potrebbe essere devastante a causa della grandine grossa che minaccia le coltivazioni in fase di raccolta. Invitiamo le amministrazioni locali e la protezione civile regionale a predisporre tutte le misure preventive necessarie per fronteggiare improvvisi allagamenti urbani causati dall’ostruzione dei tombini.

meteoweb.eu