R. e P.
Si può manifestare accorato affetto anche soltanto camminando e visitando un borgo spopolato come Badolato, proprio a 40 anni esatti da quel 07 ottobre 1986 quando il giornalista e bibliotecario Domenico Lanciano lanciò l’SOS del “paese in vendita” pure come prototipo di migliaia di borghi e di ruralità che rischiano ancora oggi di morire di spopolamento e di abbandono, persino con una paventata eutanasia assistita da parte delle Istituzioni che, in pratica, si sono rassegnate ed arrese alla morte di quasi 5000 Comuni su 8 mila in Italia. Un dramma che sta per diventare tragedia epocale. Ma i cittadini non vogliono un tale epilogo e lo manifestano con ogni forma di protesta o di solidarietà. Come una semplice visita per ammirarne le amenità e le desolazioni.
Così è per la nota associazione sportiva dilettantistica Calabriando di Catanzaro, la quale dedicherà tutta la giornata di domenica prossima 4 ottobre 2026 nella escursione di Badolato “uno dei borghi più belli d’Italia” posto sull’incantevole dorsale jonica (a circa 40 km dal capoluogo di provincia e di regione) proprio per ricordare che sono passati ben 40 anni da quel fatidico 7 ottobre 1986, data del primo allarme euro-mediterraneo contro il sempre più crescente spopolamento dei borghi e delle ruralità.
Infatti, sotto la guida del presidente Riccardo Elia e del dirigente Felice Izzi, un gruppo di oltre trenta persone, visiterà prima il seicentesco convento francescano di Santa Maria degli Angeli e poi il centro storico medievale, nato da una comunità basiliana e da un presidio militare bizantino dell’imperatore Nicefaro Foca il Vecchio attorno al 950 dopo Cristo nell’attuale rione Mancuso e poi fortificato dai Normanni a partire dall’anno 1080.
Nel depliant a colori, preparato per i partecipanti, i dirigenti di Calabriando presentano molto bene (seppure brevemente) le principali motivazioni dell’escursione e le caratteristiche di Badolato, conosciuto pure come “paese d’arte e delle 12 chiese” (dal santuario basiliano della Madonna della Sanità alla “più giovane” chiesa dell’Immacolata di appena 400 anni). Assai importante la poderosa e alta torre campanaria del 1539 il cui suono era udito fino a Stilo e a Stalettì per dare l’allarme di frequenti incursioni piratesche islamiche o di semplici razziatori.
Tra tanto altro, la comitiva si soffermerà a considerare le “Pietre parlanti” dello scultore Gianni Verdiglione che raccontano il popolo di Badolato, in particolare le lotte contadine di ottanta anni fa ma anche grandi, contrastate e vittoriose storie d’amore come quella del 1876 tra la popolana Margherita Parretta e il ricco armatore-commerciante don Peppino Bressi, che scandalizzò i benpensanti, aprendo comunque all’emancipazione sia delle donne che degli uomini nel segno del vero amore, della libertà di scelta, della dignità e non dei matrimoni combinati, purtroppo in uso fino a circa sessanta anni fa.
Domenico Lanciano e l’Università delle Generazioni ringraziano l’ASD Calabriando per questa sua iniziativa sociale n. 331 e sollecita tutte le categorie, le associazioni e le scuole (almeno calabresi) a voler visitare Badolato pure per dimostrare che i borghi non possono e non devono assolutamente morire, anche perché sono la nostra più antica e duratura identità nazionale e non soltanto serbatoio di emigrazione che genera la disastrosa ed ingiusta agonìa dello spopolamento che impoverisce l’Italia più vera.
Domenico Lanciano

